Sicurezza
Nel mirino la procedura di vendita competitiva
I finiani: illegittima l'asta di cava Scalocchiella
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CARRARA. «L'asta sulla cava della Scalocchiella è illegittima: la vendita non può essere esperita per beni appartenenti al Comune di Carrara che risultino "cave contestate e concordate"»: a sostenerlo è Fli, in vista della procedura di vendita competitiva fissata per il 25 novembre. I finiani ricordano che «la stragrande superficie dei lotti è di proprietà dei Beni Patrimoniali Indisponibili del Comune di Carrara. L'agro marmifero identificato al foglio 47 mappale 428 contrariamente a quanto specificato nella tabella 3 della perizia dell'asta fallimentare non è un bene stimato ma proprietà comunale per una superficie di 10.014 metri quadrati ed risulta essere una cava contestata. I beni "non estimati" non sono oggetto di rilascio di "concessione parziale" bensì sono semplicemente "cave contestate o concordate", senza acun rilascio di concessione. In buona sostanza, con la procedura di vendita competitva, si vorrebbero trasferire concessioni inesistenti». Secondo Fli, «Risulta dunque del tutto evidente che le asserzioni contenute nella procedura esecutiva "si specifica che, per quanto concerne gli agri marmiferi non costituenti beni stimati, la presente offerta prevede il trasferimento del diritto di Concessione all'escavazione dei beni medesimi", "parte dei terreni acquistati sono composti da agri marmiferi in regime di Concessione Comunale", rappresentano una forzatura illegittima». E ancora, «Considerato che gli agri marmiferi di proprietà del Comune sono privi di rilascio delle concessioni, quest'ultime non possono essere trasferite». Per questo i finiani anticipano che andranno in Procura per segnalare quella che a loro avviso è una procedura illegittima, e al contempo invitano il sindaco Angelo Zubbani, il curatore Paolo Martini, il dirigente del settore marmo Marco Tonelli a ricontrollare la perizia su cui si basa la procedura. Della situazione informeranno anche la Corte dei Conti.
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