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Anche gli anarchici portano gli aiuti alla Lunigiana
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La zona di Mulazzo 3 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Anche gli anarchici sono scesi in campo per aiutare le popolazioni della Lunigiana: il gruppo Germinal-Fai di Carrara, assieme al Circolo Culturale Anarchico G. Fiaschi, al Circolo Lodovici Vico e alla sezione locale dell'Usi/Ait, Unione Sindacale Italiana, ha infatti organizzato una raccolta di aiuti. Sabato scorso sono stati organizzati due punti di raccolta, uno in piazza Matteotti, sotto alla sede storica, e l'altro in piazza Duomo, di fronte alla sede provvisoria. La partecipazione è stata grande e ha permesso di mettere insieme quasi 3mila litri di acqua potabile, oltre ad altri beni alimentari e offerte in denaro. «Quanto raccolto - aggiungono nella loro nota gli anarchici - è stato poi consegnato nella giornata di domenica nella zona di Mulazzo, su indicazione di un compagno che vive in Lunigiana. Al nostro arrivo in zona, ci siamo trovati di fronte a un territorio desolato, privo di ogni assistenza e abbandonato a se stesso - raccontano - Abbiamo distribuito acqua, pane fresco e altri generi alimentari (soprattutto latte e biscotti per le persone più anziane)». «Poi - proseguono - abbiamo ripreso il cammino per le altre due località che avevamo in programma per la giornata di domenica, Castagnetoli e Pozzo, dove ancora manca l'acqua potabile». «Ciò che c'è stato chiesto a gran voce - scrivono nella loro nota gli anarchici - sono pale per spalare il fango (possibilmente quelle a tesa larga, da neve per capirci), candele o strumenti per illuminare (molte zone sono ancora prive di corrente o a momenti alterni) e braccia per spalare». «Abbiamo fatto tappa ad Aulla ed il quadro che è emerso non è certo dei migliori. La disorganizzazione è totale- sottolineano - Mancano i mezzi per portare via il fango; le associazioni di volontariato presenti (in grande quantità) sembra che agiscano senza un coordinazione - continuano - un vigile del fuoco ci ha raccontato che il suo compito e quello di fare mucchietti di fango (con un bobcat) e spostarli da un punto all'altro senza poi sapere come smaltirli e portarli via. La frustrazione e il nervosismo della popolazione sono alle stelle». «Parana e Casa di Loia, due frazioni di Mulazzo, sono attualmente isolate - continuano gli anarchici del Fai - Per raggiungerle bisogna fare una strada sterrata che taglia i boschi e guadare a zig zag per un chilometro il torrente che scorre in zona. Sono posti completamente abbandonati dai soccorsi e dimenticati. Senza voglia di polemica, noi sappiamo ciò che abbiamo visto e ciò che la gente del posto ci racconta - concludono gli anarchici - due paesi completamente abbandonandi, nel quale ci è stata riservata un'accoglienza più che calorosa, anche perché eravamo i primi visi estranei che vedevano dal giorno del disastro. Basti su tutti raccontare la reazione di un signore anziano, infermo, bloccato sulla carrozzina che, saputo che eravamo andati su per aiutarli, si è messo a piangere dall'emozione». «La nostra azione di solidarietà diretta continua. Stiamo organizzando altre iniziative per portare aiuto a queste popolazioni - concludono il loro intervento gli anarchici carraresi - chiunque voglia contattarci può farlo nelle sedi del Gruppo in piazza Duomo oppure del Circolo G. Fiaschi in via G. Ulivi. Altrimenti può inviare una mail a germinalfaicarrara@email.it». R.C.
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