Sicurezza
Allarme Canal del Rio dagli Studi Nicoli
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I parcheggi sotterranei della ex Montecatini umidi per le infiltrazioni «Cambiata la tombatura per costruire la ex Montecatini»
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CARRARA. Allarme Canal del Rio. A lanciarlo sono gli storici Studi Nicoli. In una lettera inviata al sindaco e al direttore generale, la manager Francesca Nicoli - anche a seguito dell'alluvione in Lunigiana - chiede rassicurazioni rispetto ai lavori in programma per il Canl del Rio, che come noto è in gran parte "tombato", cioé ricoperto (e sbuca in via Rosselli dopo essere passato sotto via Don Minzoni). «Ci risulta - ricorda la Nicoli - che i parcheggi interrati nel nuovo quartiere ex-Montecatini non siano stati ancora aperti all'uso pubblico per la presenza di gravi infiltrazioni d'acqua, e quindi la città continua a languire come un moribondo che non viene visitato dai suoi cari non perché non amato, ma perché raggiungerlo è diventato un po' più complicato, dispendioso ovvero impossibile». Nella sua missiva, esprime «La serissima preoccupazione mia e per gli abitanti del quartiere di San Francesco le cui abitazioni, al pari dell'azienda che qui rappresento, si affacciano con le loro case sul tratto di via Canal de Rio ove il fiume scorre interrato, e faccio seguito pertanto alle tragiche calamità non-naturali verificatesi pochi giorni fa in Liguria e in Val di Magra». Quello della mager degli Studi Nicoli - sito Unesco - è un vero appello «nella certezza che lo prenderete al più presto nella dovuta considerazione». «L'alluvione che colpì dolorosamente nel 2003 la nostra città lasciò perfettamente intatta la nostra zona. Dentro il nostro laboratorio grande non si osservò neanche una pozzanghera, niente, zero assoluto e così presso il vicinato. Ricordo con rammarico che danni ad automobili e cose si verificarono lungo la circonvallazione e in Via Don Minzoni. Di lì a poco il canal de Rio, che scorreva nel suo letto sotterraneo da centinaia di anni e refluiva oltre la zona Montecatini fino alla Ghiacciaia e di lì al mare, veniva forzosamente deviato per consentire l'edificazione di un orrendo ecomostro, e veniva costretto, a ridosso del nostro muro di cinta, a compiere un angolo a gomito, e, certo, ben inscatolato entro un'ampia gabbia in cemento armato, sui 2 x 2 metri, era forzosamente avviato lungo un asse parallelo alla via Cavour, fino alla Trattoria Vittorio. L'intervento, una strozzatura vera e propria, mette in serio pericolo le abitazioni, nonché il laboratorio, che sorgono a monte rispetto ad esso per oltre 700 metri, con l'esito di farci temere il disastro se disgraziatamente ulteriori piogge violentissime dovessero abbattersi e devastare nuovamente la nostra provincia». Da qui la richiesta di «riparare al più presto ad una situazione di grave pericolo che è stata creata dal recentissimo intervento umano». Chede pertanto di essere aggiornata sullo stato dei progetti tesi a creare un by-pass del Rio. E chiedo «che il by-pass venga ristudiato velocemente in modo da attuarlo al più presto, su di un territorio più esteso rispetto a quello coinvolto nei progetti di cui sono a conoscenza, cioè per intenderci non meramente lungo il tratto iniziale della Via Canal Del Rio ma prendendo il rio più a monte e lasciandolo più a valle, perché l'attuale progetto ci appare come un mero palliativo, un intervento ai nostri occhi velleitario, forse più rischioso che non il puro e semplice non-intervento».
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