La manifestazione
«Ogni anno subiamo danni, ora basta»
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Unazienda di Bocca di Magra danneggiata dall alluvione Trenta aziende di rimessaggio e nautica scrivono alla Regione
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SARZANA. Oltre trenta rimessaggi e cantieri navali hanno presentato al presidente della Regione Liguria e a tutte le istituzioni più importanti un un incontro urgente, per affrontare la situazione delle aziende operanti ad Ameglia, Lerici e Sarzana, in modo da affrontare il nodo degli interventi immediati di riduzione del rischio idraulico e della messa in sicurezza del Fiume Magra dopo gli ultimi episodi alluvionali che hanno creato tanti problemi alle aziende. «L'alluvione di questi giorni - scrivono le aziende - unita alle precedenti del 2009 e 2010 (solo per citare le più recenti) ha gravemente compromesso l'operatività delle aziende operanti ad Ameglia ed in particolare delle attività poste sulle sponde del Fiume. Questo ennesimo evento che ha travolto le nostre aziende ci induce ad una seria riflessione sul mantenimento di tali attività e sulla possibilità di ripresa delle stesse e dell'economia locale indotta». Poi l'intervento va avanti. «Non è più possibile - scrivono le aziende danneggiate dall'ultima alluvione - vivere ed operare con l'angoscia di chi, ogni anno ad inizio della stagione autunnale, vede sfumare il sacrificio di una vita e gli investimenti affrontati faticosamente per mantenere ed adeguare le attività in cui si opera, che anche in questa occasione sono stati spazzati via dalla furia del fiume in piena. Non è più prorogabile l'intervento di manutenzione dell'alveo e dragaggio dello stesso che, pur nella consapevolezza che possa non essere la soluzione definitiva al problema, può certamente aiutare unitamente all'ultimazione delle opere di difesa idraulica in corso, nella mitigazione di un rischio che oggi appare alto anche in termini di incolumità pubblica. Siamo a due passi dalla chiusura delle nostre attività ed affranti nel dolore di chi ama il proprio lavoro ed è costretto ad interromperlo mettendo a rischio il bilancio economico di decine di famiglie che vivono grazie a queste attività. Siamo consapevoli di aver realizzato regolarmente le nostre aziende in zone a rischio ma molti di noi operano da decenni e francamente l'impennata di tale rischio negli ultimi anni ci suggerisce e dovrebbe suggerire anche alle istituzioni che l'innalzamento dell'alveo fluviale senza un adeguato mantenimento del fondale può seriamente aumentare il rischio predetto e compromettere anche la funzionalità degli stessi argini appena realizzatì. Le chiediamo signor Presidente, se ha a cuore il nostro destino, di voler convocare sollecitamente un tavolo con gli enti locali interessati e competenti per assumere decisioni immediate al riguardo. Una delegazione di noi è disponibile a partecipare a questo incontro. Le consegniamo dunque simbolicamente le chiavi delle nostre attività e lasciamo agli Enti locali competenti la decisione di trattenerle o riconsegnarle a noi operatori. Confidiamo nella sua sensibilità ed attendiamo un cenno di riscontro». Seguono le firme di oltre trenta aziende di rimessaggio e cantieri navali danneggiati.
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