La manifestazione
Nasce sull'ambulanza al casello
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Anna Petri e, più sopra i neogenitori con il bambinoEra in viaggio di notte da Pontremoli verso l'Opa di Massa
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PONTREMOLI. Chissà come reagirà quando lo verrà a sapere, Giovanni Maria, di essere nato su un'ambulanza al casello di Massa, in viaggio verso l'Opa. L'importante, ovviamente, è che i suoi giovani genitori, l'architetto Daniele Magnavacca di 27 anni e Noemi Felini di 25 (laureata in giurisprudenza ma per il momento casalinga, oltre che tifosissima della Roma) potranno raccontarglielo: infatti, tutto è andato per il meglio, il neonato e la puerpera stanno beme. Ma la scorsa notte è stata decisamente movimentata. Ma andiamo con ordine. Il punto di arrivo è che Giovanni Maria, tre chili e 200 grammi, è nato al casello di Massa, alle cinque circa della scorsa notte, su un'ambulanza: oltre alla mamma, erano presenti a bordo anche l'ostetrica signora Cavatorta e la dottoressa Mori. Tutti erano partiti una ventina di minuti prima dall'ospedale di Pontremoli, dove abitano i neogenitori. E, a posteriori, visto che è andato tutto bene, vi è da dire: per fortuna che è stata disattesa l'indicazione principale del protocollo Asl, secondo cui la coppia sarebbe dovuta andare da sola in auto al Materno infantile di Massa. Il rischio era che l'architetto si sarebbe dovuto improvvisare ostetrico. Spiega il neopapà: «Siamo partiti da casa alle 4 circa, pochi minuti prima si erano rotto le acque. Siamo andati all'ospedale; la guardia medica ha chiamato l'ostetrica signora Cavatorta e la ginecologa, la dottoressa Mori, nel giro di una decina di minuti sono arrivate; loro, insieme a Noemi, sono subito partiti per Massa in ambulanza; essendo al primo figlio, non si pensava che fosse imminente il parto, e comunque da quanto ho capito non c'erano alternative; io sono passato un attimo da casa a prendere un po' di effetti personali, e intorno alle 4,40 del mattino mi sono infilato in autostrada. Non voglio pensare - aggiunge - cosa sarebbe successo se tutto questo fosse avvenuto quattro o cinque giorni fa, con l'autostrada chiusa per l'alluvione. Insomma, fatto sta che arrivo all'Opa, e vedo gli operatori dell'ambulanza al piano terreno. Loro mi hanno avvisato che Giovanni Maria era già nato, l'ambulanza si era fermata un attimo nel momento della nascita del bambino nei pressi del casello e poi sono ripartiti. Erano un po' scossi. Mi sono precipitato di sopra, e per fortuna tutto, ripeto, era andato bene. Che aggiungere? Per fortuna, l'autostrada era aperta, e soprattutto, è stato provvidenziale che io non abbia seguito il protocollo, e non sia andato direttamente a Massa. Forse avrei anche potuto farcela ad arrivare in tempo perché erano le quattro di notte, e potevo correre: ma di giorno, con il traffico, io da solo, e mia moglie con le doglie, ve lo immaginate? E se il bambino fosse nato nella mia auto?». L'architetto Daniele Magnavacca comunque non vuole fare denunce e non ha neppure recriminazioni: «Credo semplicemente - aggiunge - che bisognerebbe mettere a punto questi meccanismi, credo che essenzialmente serva il buon senso e rivedere le procedure». Giovanni Maria avrà un fratellino o una sorellina? «Vedremo cosa ci riserveranno il futuro e la Provvidenza. Se capita anche più di uno, sono abituato: io sono il primo di sei figli». IL COMITATO PRO OSPEDALE: COSÌ NON VA. Sulla vicenda è più decisa la posizione di Anna Petri, del comitato Pro Ospedale: «La fortuna è che il bambino è nato dopo l'alluvione: vorrei sapere come ci sarebbe arrivato a Massa... E se mentre l'ostetrica e la ginecologa erano ad accompagnare in ambulanza la signora Noemi, fosse arrivata un'altra puerpera? Io credo che un problema così importante come la nascita di un bambino non si possa lasciare al caso: è una cosa scriteriata, noi abbiamo sottolineato più volte queste difficoltà, ma qui nessuno prepara un servizio sicuro. Fra l'altro - prosegue - hanno iniziato a smantellare la sala parto, nonostante si sia in attesa della risposta del Tar. E tutto è stato deciso non dalla conferenza dei sindaci ma dalla direttrice generale Maria Teresa De Lauretis; questa signora compie atti in modo molto unilaterale, senza capire le difficoltà dei cittadini lunigianesi. Vogliamo denunciare con forza tutte le le criticità del percorso nascita predisposto per Pontremoli», conclude Anna Petri. M.B.
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