Attenzione
Molestie, don Peretti a processo Tra i testimoni della difesa spunta anche monsignor Binini
◗
A sinistra don Peretti il giorno in cui gli sono stati notificati gli arresti domiciliari; sopra monsignor Eugenio Binini Sul fronte della pubblica accusa, il tribunale dei minori di Genova si farà rappresentare in aula dal pm Federico Manotti
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. È arrivato il giorno del processo a don Giuseppe Peretti, il parroco di Turano accusato di aver molestato due romene minorenni in canonica in cambio di denaro e di qualche genere di conforto. A rappresentare l'accusa sarà il sostituto procuratore Federico manotti, incaricato dal tribunale dei minori di Genova che ha trattato il fascicolo che vede imputato il religioso. Il gip ha scelto il rito immediato per don Peretti, difeso dall'avvocato Giacomo Bugliani. Il particolare curioso è che tra i testimoni della difesa c'è anche l'ex vescovo di Massa-Carrara, monsignor Eugenio Binini. Sempre che l'accusa non si opponga e che il collegio accolga la lista presentata dal legale. Un paio di settimane fa Guerrino Della Bona, gelataio massese di 68 anni, e Mohammed Ouardi, marocchino di 8 anni più giovane, hanno patteggiato. L'accusa per loro era di aver consumato rapporti sessuali completi con le due ragazze romene, di 15 e 16 anni, dietro pagamento. Il giudice per le indagini preliminari, Silvia Carpanini, ha accolto la richiesta di 1 anno e 2 mesi di pena per il commerciante e 1 anno e 8 mesi per il magrebino, con sospensione della pena per entrambi. Della Bona dovrà però anche risarcire del danno le due minorenni. Sono ancora in attesa del rito abbreviato, invece, Ion Roman e Marian Neculai Irimia, arrestati lo scorso gennaio. Sono loro i due ragazzi che - secondo l'accusa - con la promessa di un matrimonio e di una vita felice insieme, avrebbero portato in Italia dalla Romania le due minorenni, costringendole poi a prostituirsi. Ma è chiaro che in città interessa molto più la situazione di don Giuseppe Peretti. Per il parroco di Turano, come per il gelataio, scattarono gli arresti domiciliari la vigilia di Pasqua. Misura cautelare poi revocata dal Gip i primi giorni di maggio. Il sacerdote, accusato di aver palpeggiato le ragazze, ha deciso di andare a processo. Il sacerdote, che ha più volte professato la sua completa innocenza, non ha avanzato richieste di riti alternativi, certo - ha spiegato Bugliani - ««di potere dimostrare la completà estraneità ai fatti». A svolgere le indagini è stato il pm genovese Sabrina Monteverde, ma è stato scelto Manotti a rappresentare l'accusa. del resto è stato il sostituto procuratore a condurre le indagini sulla prostituzione che ha visto poi coinvolte le due minori. Questa mattina verranno ascoltati gli agenti della polizia che hanno svolto le indagini. Non saranno sentite, invece, le due ragazze e gli sfruttatori. Le loro dichiarazioni sono state raccolte in incidente probatorio, una sorta di parentesi durante la quale, seppur in fase di indagine, le prove si cristallizzano come a processo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
