Il Tirreno

Fli: operazione illegittima

Strutture del Nuovo Pignone
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Strutture del Nuovo Pignone

«Al Nuovo Pignone serviva una variante che ancora non c'è»

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 CARRARA. Futuro e libertà punta i piedi sull'insediamento del Nuovo Pignone in viale Zaccagna, non condividendo l'operazione dell'«amministrazione comunale di centro sinistra» per far sviluppare le lavorazioni dell'azienda.  Secondo David Chiappuella portavoce di Fli Carrara, le lavorazioni in quell'insedimento sarebbero «assai impattanti» sul territorio. Pertanto fa una serie di riflessioni.  «La vicenda relativa all'apertura dello stabilimento industriale del Nuovo Pignone ad Avenza è l'esempio lampante di un comportamento quantomeno discutibile per quanto riguarda l'osservanza dei diversi passaggi amministrativi necessari ai nuovi insediamenti produttivi. Ci riferiamo in primo luogo al fatto che la Porto Spa, affittuaria di un'area adibita a stoccaggio, abbia potuto subaffittarla senza problemi ad un'altra società intenzionata a svilupparvi una produzione industriale. La seconda domanda - dice Chiappuella - è come abbia potuto il Nuovo Pignone inaugurare il suo nuovo impianto di Carrara con tanto di taglio di nastro ufficiale da parte del sindaco Angelo Zubbani, visto che il Comune non ha ancora approvato la variante urbanistica relativa al sito in questione».  Nel mirino di Fli, anche l'aspetto della variante di destinazione d'uso di una parte di Area: da logistica e industriale. «La giunta comunale sollecitata dalla General Electric, multinazionale americana che controlla il Nuovo Pignone, vorrebbe far approvare dal consiglio cittadino la variante che consentirà l'uso dell'area in questione da terreno di stoccaggio a terreno industriale entro il 31 marzo 2012, accelerando al massimo i tempi e sperando di poter licenziare il provvedimento senza assoggettarlo alla valutazione ambientale strategica (Vas)». Secondo Fli ciò sarebbe «in palese violazione di quanto previsto dalla legge regionale 10/2010 e dallo stesso protocollo d'intesa firmato lo scorso 5 aprile da Regione, enti locali e Nuovo Pignone per agevolare il nuovo insediamento di Avenza in materia di varianti urbanistiche e rafforzamento delle infrastrutture». La giunta in effetti dovrà valutare se occorre la Vas o meno.  Fli solleva anche la questione ambientale: «Visto che per consentire le lavorazioni nel nuovo impianto del Pignone l'area interessata, oltre che da una nuova linea elettrica da 100 Mw a 132/220 Kv, sarà fornita anche di un gasdotto lungo un chilometro e capace di erogare 50mila metri cubi all'ora di gas metano, appare sensato voler evitare la valutazione ambientale perché essa allungherebbe i tempi di qualche mese?».  «Dal momento che la nuova fabbrica è stata inaugurata ed i giochi sembrano già fatti, viene poi da chiedersi quante probabilità avrebbero la giunta ed il consiglio comunale, anche volendolo, di opporsi o quantomeno di valutare serenamente la questione. Qui sembra proprio che non si voglia affrontare il problema vero, costituito dall'enormità dei volumi di gas metano che verranno bruciati a Carrara durante i test all'interno del nuovo impianto industriale del Pignone, previsti, dalla stessa Associazione Industriali di Massa Carrara, in circa 20 milioni di metri cubi in 3 anni». Furuto e libertà teme che possano esserci problemi di tipo ambientale per le sostenze che verrebbero bruciate.  «I nostri amministratori, a quanto pare, - conclude il portavoce di Futuro e libertà - sembrano proprio aver dimenticato troppo presto la tragedia della Farmoplant, l'inquinamento, le morti da tumore, a causa delle quali la provincia di risulta ancora oggi ai primi posti in Toscana».

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