Attenzione
Corsa contro il tempo per il nuovo argine
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I blocchi usati per formare largine provvisorio lungo il Magra ad Aulla La barriera provvisoria dovrà difendere la città. Allarme per le fognature: l'acqua non defluisce
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AULLA. Fa sempre buio troppo presto. Soprattutto per chi ha in corso una gara mortale contro il tempo. Le ruspe e gli operai sono in azione già da due giorni per ricostruire l'argine lungo il Magra devastato dall'ondata di piena. La cicatrice da richiudere è lunga oltre 500 metri e lavorare non è semplicissimo. Intanto operai della Forestale stanno tagliando tutti gli alberi che sorgono nel letto del fiume all'altezza del centro di Aulla: un modo per evitare che i detriti portati dal fiume in caso di piena facciano da tappo. Anche a Pontremoli ruspe al lavoro per ricostruire gli argini prima del ritorno del maltempo (previsto tra giovedì e sabato). Accorato appello del sindaco Lucia Baracchini: «Siamo abbandonati, ci serve aiuto». Il Lego dei giganti. Si chiamano geoblocchi e somigliano a giganteschi pezzi di costruzioni Lego. Ma certo non sono un giocattolo. La difesa del centro di Aulla da nuove piene del Magra è affidata a una muraglia provvisoria costruita con questi blocchi prefabbricati in cemento armato che pesano circa 2 tonnellate l'uno. Per muovere queste «costruzioni» da giganti le ruspe sono al lavoro da due giorni. A dirigere le operazioni è l'ingegner Stefano Michela della Provincia. «Stiamo costruendo questo muro usando due file sovrapposte di blocchi - spiega Michela - sono una difesa provvisoria ma in grado di reggere urti più forti rispetto ai precedenti argini». Fino a ieri pomeriggio i tecnici della Provincia e della Comunità Montana avevano piazzato circa 300 metri di barriera. Ma per completare il lavoro serviva lo sblocco parziale del sequestro dell'argine sfondato da parte della Procura (che indaga sull'alluvione del 25 ottobre). La muraglia dovrebbe comunque già essere terminata oggi. Poi, una volta passata l'emergenza, toccherà alla Regione decidere quali interventi eseguire e reperire i fondi necessari all'operazione. Intanto per eseguire i lavori all'argine sono stati tagliate molte delle conifere che ornavano il lungofiume. Sgomberate il fiume. La piena del Magra ha abbattuto alberi e portato fango e detriti. Per evitare che l'arrivo di nuovi materiali possa creare una diga nel centro di Aulla (un grosso problema in caso di nuove piene), è stato deciso di abbattere tutti gli alberi che formavano una piccola isola all'altezza di piazza 8 Marzo. Ieri anche il vice-sindaco Gildo Bertoncini ha effettuato un sopralluogo sul lungofiume. «Tanti anni fa - spiega - qui c'era una discesa che portava al fiume. Adesso il greto è quasi al livello della strada. Molte volte abbiamo chiesto all'autorità di bacino di intervenire ma non è stato fatto niente». Il vice-sindaco e un tecnico suo collaboratore spiegano poi che una volta il greto del fiume aveva una forma ad U che faceva sì che l'acqua scorresse nel centro del letto. «Ora invece - aggiunge - sembra una groppa d'asino. Così l'acqua spinge verso l'autostrada e verso il centro della città». Allarme fogne. Tra i servizi pubblici da ripristinare, il sistema delle fogne è quello che richiede i maggiori interventi. In molti punti le tubature si sono rotte o sono scoppiate facendo uscire liquami negli scantinati (come, per esempio, alla scuola materna di via della Resistenza). A preoccupare i tecnici è soprattutto il fatto che il fango entrato nelle fognature e seccato nel frattempo faccia da tappo in caso di abbondanti piogge. Un'evenienza che potrebbe creare nuovi allagamenti. ieri squadre di esperti sono state tutto il giorno al alvoro per liberare i condotti. ALTRI SERVIZI A PAG. 3
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