Finanza
«Poteva essere una strage»
Alessandra Vivoli
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Il sindaco Roberto Simoncini in Comune Simoncini: luoghi e vie di evacuazione finiti sott'acqua
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AULLA. La sua angoscia, adesso, è di venire identificato come il sindaco che non ha dato l'allarme, la sera dell'alluvione. Roberto Simoncini, 58 anni che oggi gli si leggono tutti sul volto, alla guida di Aulla dal 2004, ripete mille volte come siano andate le cose quel pomeriggio, le due ore prima della tragedia. Il fax di massimo allarme da Pontremoli - dice - a lui, non è arrivato. C'era uno stato di allerta, questo sì, e infatti stava facendo monitorare i fiumi e aveva chiuso il ponte di Stadano. Ma non poteva immaginare, questo lo ammette, quello che sarebbe successo. «Ho il rammarico di essere stato impotente di fronte all'evento. A volte, per questo, mi prende lo sconforto». Roberto Simoncini non è solo il sindaco di Aulla. È uno che, e qui in paese lo sanno tutti, nella macchina comunale, c'è sempre stato. Non solo come sindaco. È in politica da una vita, dalla militanza nella Dc all'assessorato nel 1993 con Lucio Barani; dal ruolo di vicesindaci 1995 fino al primo mandato con una la lista civica. Di recente ha aderito al Partito democratico, ma continua a parlarle di «programmi fatti da uomini, e per uomini». Lui, del resto è uno che ad Aulla ci vive e ci lavora, anche se è nato nella frazione di Canova, è qui che da geometra svolge la libera professione di agente immobiliare. La sua casa è nel quartiere Gabetti, sul fiume Aulella che, dice Simoncini, «questa volta non ha creato problema alcuno». Al momento dell'onda anomala, però, non sapeva cosa stesse succedendo. Neppure come stesse la madre, che abita in una frazione vicina. Non sapeva se la moglie i tre figli, di 28, 23 e 14 anni, fosseroo rientrati, o se invece si trovavassero ancora in strada. «Ecco cosa è successo prima dell'alluvione». Simoncini vuole fare chiarezza. Cominciando dal giorno prima dell'alluvione. «Lunedì scorso - spiega - abbiamo ricevuto come Protezione civile il fax con l'allerta 2. Si tratta di uno stato di criticità elevata come già abbiamo avuto in passato, il 24 dicembre del 2009 e il 31 ottobre scorso. In quelle occasioni è venuta giù la fiumana, ci sono stati danni: ma il fiume si è fermato all'argine. Non ha mai creato problemi a viale della Resistenza: ora è devastato. Proprio per questo motivo, siccome l'allerta 2 ha un preavviso di 24 ore, già nel pomeriggio di martedì - prosegue - ho mandato i miei tecnici a monitorare i fiumi, e ho fatto chiudere il transito sul ponte di Stadano, quello che poi è crollato». «Eravamo qui in Comune, poco prima delle sei, per la riunione del settore urbanistico dove si parlava del nuovo piano strutturale di Aulla. Mi chiama il prefetto: "Com'è la situazione?". In quel momento era sotto controllo, ed è quello che gli ho risposto. "State in allerta perchè a Pontremoli c'è una situazione di emergenza". Questo è quanto. Non mi ha detto di far evacuare le persone, ma se lo avessimo fatto sarebbe stata una strage. Nel giro di pochi minuti l'acqua ha invaso le strade, il nostro parcheggio, il cinema dove quando le piene avvengono di giorno facciamo ricoverare i bambini delle scuole. Io e i miei assessori abbiamo perso le auto, i pulmini comunali e i vigili del fuoco i loro mezzi». «Quel fax da Pontremoli non mi è mai arrivato». Lo ribadisce Roberto Simoncini. Ma non attribuisce alcuna colpa al sindaco di Pontremoli (area Pdl) Lucia Baracchini. «Le chiedo ancora scusa per le contestazioni ricevute nei girni scorsi, lei ci ha dimostrato grande solidarietà, Se poteva farmi una telefonata? In quei momenti era in una situazione di emergenza, per quello che stava succedendo sul suo territorio. Lei ha seguito la procedura». Nessuna recriminazione da parte di Simoncini, su quella telefonata che forse - dicono proprio qui in Comune - avrebbe accelerato i tempi dell'allerta. Nessun dito puntato. «In questo momento lo sport preferito è fare lo scaricabarile - commenta - Mi dispiace io non ci sto». «Abbiamo un piano per la messa in sicurezza: ma ci servono 4 milioni di euro». Il progetto è già pronto. «Si tratta di un piano per la messa in sicurezza dal punto di vista idraulico di tutto il territorio - continua Simoncini - Prevede nuove canalizzazioni e una serie di pompe idrovore: nel quadro del Por (Piano operativo regionale) abbiamo chiesto 4 milioni di finanziamento. Fino ad oggi non li abbiamo ricevuti». Il Comune, assicura Simoncini, ha anche il piano di protezione civile, per gli eventi meteo straordinari. Ma l'ultima esercitazione fatta, lo scorso anno è stata per il terremoto. Ma ad Aulla, la gente lo sa che in caso di allerta non deve ad esempio scendere negli scantinati o dove scappare in caso di piena? Lo chiediamo al sindaco «Su questo - ammette Simoncini - dobbiamo fare ancora tanto lavoro. Occorre una maggiore cultura della protezione civile, fino ad oggi forse c'è stato poco impegno, bisogna organizzarci meglio e tutti insieme. Finita l'emergenza questo è il primo ragionamento che inizierò con i miei cittadini, e che porterò nelle scuole». «Adesso voglio solo chiarezza per le vittime». Sapere che cosa ha provocato l'alluvione. È questo il primo pensiero, che non abbandona mai il sindaco Simoncini. «Come Comune - dice - abbiamo nominato un consulente, il professor Paolo Pagliara dell'Università di Pisa; dovrà aiutarci a individuare le cause. Per rendere giustizia alle due vittime. Capisco la rabbia dei familiari: ci hanno chiesto di non presentarci ai funerali, io rispetterò il loro volere. Avremo tempo per parlarci, per spiegare». «Ora dobbiamo ricostruire, come dopo una guerra». Il sindaco di Aulla riparte dai suo concittadini. E lo fa in un momento di tensione, dove in molti accusano le istituzioni. Comune compereso. «No, io gli aullesi non li sento nemici - replica Simoncini- Sono arrabbiati, come lo sono anch'io. Ma è stando sotto assedio, uniti, che si può rinascere. E con la consapevolezza che non siamo soli: la Regione sta facendo tantissimo». Simoncini riesce anche a guardare al futuro. «Il 7 novembre doveva andare in consiglio comunale il nuovo piano strutturale, certo non sarà così, sarà tutto rimandato - prosegue - Ma dovremo cominciare a pensare all'Aulla che verrà: quella del campo da golf, dei grandi progetti di riqualificazione delle aree ferroviarie dismesse in centro e degli alberghi». «Una rinascita vera - conclude il sindaco - nel pieno rispetto del territorio, investendo anche nel recupero delle zone agricole e nella pulizia dei boschi. Lo facevano i vecchi, ora non lo fa più nessuno».
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