Attenzione
«Non solo colpa delle piogge»
Alessandra Vivoli Gabriele Dini
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Il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini Il procuratore Giubilaro in tv: indagini a 360 gradi
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AULLA. Il procuratore capo Aldo Giubilaro, intanto, prima delle otto, era ospite in studio a Uno Mattina (su Rai 1). Proprio per fare il punto della situazione dell'alluvione che ha messo in ginocchio Aulla, portandosi via due vite umane e ferendo al cuore il settore produttivo del paese. Il procuratore Giubilaro è stato intervistato dal giornalista Franco Di Mare, sulle cause dell'alluvione e sull'andamento dell'indagine per omicidio e disastro colposo. «Una cosa è certa, non si può più affermare che si sia trattato solo di un evento metereologico eccezionale - ha ribadito il dottor Giubilaro - Vogliamo capire cosa ha provocato il disastro di Aulla e i filoni di indagine si concentrano sugli interventi lungo il fiume, che potrebbero o meno averne modificato il corso, sulla tempestività dell'allarme e sulle manovre della diga di Teglia». Insomma la Procura conferma un'indagine che sta cercando di verificare più ipotesi legate, ma come causa principale, non come concausa, all'evento meteo eccezionale di martedì scorso. Un Giubilaro particolarmente fermo e deciso quello che è apparso nello studio di Uno Mattina. Un segnale forte per far capire che la Procura, in questo momento, sta lavorando ad ampio raggio per arrivare a individuare se e chi sono i colpevoli della morte di due persone e del disastro che ha sconvolto Aulla. «Quali saranno i tempi?»: ha incalzato il giornalista Franco Di Mare. «Di solito per le indagini sono molto lunghi - ha risposto Giubilaro - ma questa volta cercheremo di fare il prima possibile per dare una svolta concreta e delle risposte a questa tragica vicenda». Giubilaro, insieme al suo sostituto Rossella Soffio (il pm si occupa anche delle frane di Lavacchio che l'anno scorso uccisero due persone), nominerà il collegio di esperti che dovrà lavorare sui luoghi colpiti dall'alluvione del 25 settembre ad Aulla. Il procuratore confida in una relazione sui danni e sulle cause entro pochi mesi. Giubilaro, rispondendo ad una domanda, parla di «indagini a 360 gradi, senza tesi preconcette e che interessano, al momento, l'argine del Magra sfondato dalla piena, la diga di Teglie che non può essere sequestrata ma la cui documentazione tecnica verrà acquisita dai carabinieri, con accertamenti anche nei dintorni, i momenti precedenti al disastro, la comunicazione dell'allarme da parte degli enti preposti e le misure prese successivamente da chi ha avuto il compito di intervenire». Sulla diga di Teglie lo stesso capo della protezione civile Franco Gabrielli, aveva detto di non aver avuto segnalazioni circa un ruolo dell'invaso nell'accaduto, mentre sulla questione dei fax di allerta prosegue il ping-pong delle responsabilità tra il sindaco di Pontremoli che afferma di averli inoltrati e quello di Aulla che sostiene di non aver ricevuto alcuna comunicazione di allarme. Su tutto questo, e anche di più, lavorerà la procura, alla ricerca della verità. Subito dopo l'alluvione Giubilaro e la Soffio avevano effettuato un sopralluogo sulla Lunigiana a bordo di un elicottero messo a disposizione dalla Guardia di Finanza. Nell'occasione Giubilaro aveva puntato il dito contro l'eccessiva cementificazione nell'area del Magra. per questo è fondamentale l'acquisizione di documenti anche negli archivi comunali. Gli inquirenti hanno anche più volte invitato i cittadini a segnalare, con esposti, filmati e fotografie, tutte le eventuali anomalìe riscontrate nelle ore del diluvio. Un appello lanciato alla coscienza civile di una terra ferita che sicuramente riceverà risposte.
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