Trasporti
Lavoro, centinaia di posti a rischio
Gabriele Dini
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Patrizia Magrì e, a destra lesterno del bar Trocadero con il cartello di protesta Commercio in ginocchio, i negozi chiedono sicurezza: «Altrimenti lasciamo»
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AULLA. Oltre cento negozi completamente distrutti. Migliaia di posti di lavoro a rischio. E molti commercianti storici che dicono di aver perso la fiducia e non voler più andare avanti. e c'è anche chi, come il titolare del Conad, minaccia di chiudere tutto (mandando a casa 25 dipendenti) se il fiume non verrà messo in sicurezza. Intanto spunta un albero di Natale di protesta. I bar come il Trocadero sono stati i primi a riaprire nella zona di via della Resistenza. E ieri si è unito anche il primo supermercato, il Carrefour Express. «Abbiamo lavorato in 25 per quattro giorni senza interruzione - spiega la titolare Patrizia Magrì - e ora possiamo ripartire. I danni subiti? Circa 60mila euro». Molto diversa invece la situazione dell'Ekom, finito completamente sott'acqua nel giorno dell'alluvione. E soprattutto a preoccupare è il futuro del Conad di viale Lunigiana, investito in pieno dall'ondata. Il titolare Giorgio Aranci è ancora ricoverato in ospedale dopo essersi salvato in maniera rocambolesca dalla furia delle acque. I fatti del 25 lo hanno scosso profondamente, tanto a fargli prendere in considerazione la possibilità di non riaprire il supermercato. «Esigerò - spiega - che tutto venga messo in sicurezza prima di riaprire. Abbiamo subito danni per milioni di euro e non vorremmo fare investimenti azzardati. Non è possibile che da 10 anni si finisca sempre alluvionati. Stavolta la cosa è stata più grave e secondo me deve essere stata la diga». In caso di chiusura a rischiare il posto sarebbero 26 persone. Tra le rovine del centro commerciale Stefan ieri si muoveva una ventina di persone. C'erano i responsabili del negozio e molti dipendenti (tra loro anche la donna rimasta per oltre due ore in balìa delle acque e poi salvata). «Il nostro scopo - spiega Gianluca Parenti - è riaprire entro Natale. Speriamo di riuscirci, il danno è stato notevole». Certo i grandi gruppi commerciali avranno meno difficoltà a rimettere in piedi le attività danneggiate. Molto più complesso salvaguardare il delicato tessuto di piccoli negozi che davano colore e vita al centro di Aulla. «Molte aziende con piccoli capitali familiari - spiega con allarme Adamo Galeazzi, delegato di Confcommercio per la Lunigiana - sono in ginocchio e avranno difficoltà a riprendersi. Serve un intervento immediato di banche e enti come Equitalia per bloccare mutui e scadenze. La solidarietà è tanta ma senza aiuti da parte delle istituzioni il cuore commerciale del paese rischia di morire». Anche lo studio commerciale di Galeazzi, che esiste da 70 anni ed è stato rinnovato appena tre anni fa con una spesa di 300mila euro, è stato spazzato via dalle acque. Sulla vetrina del bar Trocadero ieri c'era un cartello di protesta affisso dall'imprenditore Giovanni Carlotti, proprietario (oltre che di una quota del bar) di molti negozi come Intimissimi, Calzedonia, American Marine. «Io devo pagare tra tasse e stipendi - spiega - oltre 50mila euro al mese e pago 16mila euro di affitti. Le attività sono tutte ferme e ho mutui da pagare. E' una situazione difficilissima». Carlotti spiega di avere una decina di dipendenti che adesso rischiano di restare - almeno per un po' - disoccupati. La rabbia di Carlotti è grandissima (ma in poche ore sulla vetrina di Trocadero è apparso un foglio con firme di adesione alla sua protesta) e si rivolge contro chi amministra il territorio. «Se si fermano i negozi di Aulla - attacca l'imprenditore - si ferma tutta la Lunigiana. Per questo ci vorrebbero più attenzione e maggiore tutela del territorio». Carlotti fa notare come il fiume non venga pulito e come si sia costruito anche nell'alveo del Magra. «Secondo me - insiste - bisognerebbe anche capire perché il muro dell'argine si è aperto». Carlotti chiede poi di tutelare i commercianti. «I soldi investiti da noi - spiega - servono alla comunità. Spesso gli amministratori investono solo per le proprie tasche». Intanto ieri di fronte al negozio American Marine è comparso un albero di Natale con il cartello «Grazie di tutto». Un messaggio ironico, spiegano i commercianti, rivolto ai politici locali, per l'alluvione arrivata a due mesi esatti dal Natale. Gabriele Dini Altri servizi a pagina 11
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