Sicurezza
I danneggiati chiedono giustizia
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Gli avvocati Gianluca Cavagnaro e Antonio Figaia e, sotto, Ugo Fiaschi, uno dei proprietari della palazzina crollataNeppure un euro di risarcimento: «E continuano a chiederci l'Ici...»
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CARRARA. Un anno fa, l'allarme e l'evacuazione e il giorno dopo, il 2 novembre, il crollo di un'intera palazzina sul Carrione, al numero civico 46. Una ferita ancora aperta, anche se dopo lunghi mesi di disagio, perlomeno parte della viabilità è stata riaperta. Ma a un anno dal disastro di via Carriona, è Ugo Fiaschi, pensionato delle Poste, a farsi portavoce di tutti i dodici comproprietari degli appartamenti nella palazzina crollata e in quella adiacente, lesionata e poi demolita, a farsi portavoce di tutti e a tuonare: «Chiediamo giustizia, non vorremmo che si andasse alla prescrizione come per nonna Idina o per il Politeama». Il signor Ugo Fiaschi non abitava in via Carriona: «Avevo dato la casa in affitto a Maria Rossi, proprio il 31 ottobre o il 1º novembre, mi aveva telefonato per dire che si era aperta una crepa, era di mattina; c'era già molta gente gente all'esterno, l'inquilino Luigi Ricci, il maresciallo, aveva avvertito il Comune e vi era stata l'evacuazione di tutti gli abitanti dello stabile. Tutti fuori, in fretta, mi dissero, senza neppure il tempo di prendere gli effetti personali». «Con i tempi che corrono, e vedendo quello che è successo con l'alluvione a Carrara, con un morto impunito, ma anche per il Politeama - prosegue Ugo Fiaschi - la mia paura è che vada tutto in prescrizione, posso dire di parlare a nome di tutte le persone danneggiate. Sul piano civile temo che si andrà per le lunghe, per il penale non vorrei che si arrivasse alla prescrizione». Dopo un anno, nessuno ha ancora ricevuto un euro di risarcimento. «So che a chi non aveva alloggio hanno dato la casa popolare, la Tarsu è stata cancellata però l'Ici sta sopravvivendo al crollo della palazzina: ci auguriamo che arrivi presto la delibera del Comune che possa cancellare l'obbligo del pagamento. Sarebbe davvero una beffa amara». Non c'è stato finora risarcimento anche perché fu rifiutato il primo tentativo stragiudiziale avviato di fronte al consulente del tribunale civile Pierre Popoff, il 14 luglio scorso. Le controparti sono le ditte e le loro assicurazioni, La Fondiaria, Le Generali e La Liguria. Aggiunge Fiaschi: «Ricordo bene che nei giorni precedenti al crollo, passavo di lì, io e altri dicevamo ai ruspisti che era meglio evitare di scavare lì, e loro ci prendevano in giro, ci dicevano che non eravamo tecnici. Magari ci avessero ascoltato. E ci piacerebbe che la procura acquisisse come prova la famosa intervista televisiva, apparsa su Teletoscananord, nella quale il direttore dei lavori ingegner Pietro Orsini escludeva che ci sarebbe potuto essere un crollo. Chiediamo giustizia», conclude. Insieme a Fiaschi, anche gli avvocati Antonio Figaia e Gianluca Cavagnaro, che assistono in sede penale undici dei dodici danneggiati. In sede di udienza preliminare che, come diciamo a parte, dovrebbe essere abbastanza vicina, si costituiranno parte civile. Ovviamente, se nel frattempo dovesse arrivare una seria transazione, a quel punto, le parti danneggiate dal reato non avrebbero più motivo di interesse di costituirsi parte civile. Sulla questione vi è aperto il procedimento civile, avviato con l'accertamento tecnico preventivo dagli avvocati Giovanni Piccioli e Gianluca Cavagnaro: il prossimo appuntamento è l'imminente notifica dell'atto di citazione, già quasi predisposto, in fase di deposito al tribunale di Carrara in cui vi sarà una richiesta di risarcimento partendo dalla valutazione del Ctu Popoff rispetto ai danni materiali (circa 900mila euro, ne parliamo a parte), con l'aggiunta dei danni morali e ulteriori danni che dovessero emergere; vi sono tabelle del tribunale civile di Milano, secondo le quali si può arrivare a riconoscere quale danno morale anche il 100% dell'importo previsto per il danno materiale. Il deposito dell'atto di citazione dovrebbe avvenire entro l'anno.
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