Il Tirreno

Fax e lettere, ma l'allerta non c'è

Gabriele Dini
Fax e lettere, ma l'allerta non c'è

La Baracchini: «Messaggi inviati alle 15, qui nessuna ondata di fango»

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 MASSA. Una lunga serie di fax e comunicazioni che si sono incrociate sui tavoli delle autorità. Ma alla fine lo stato di crescente allerta non sarebbe stato comunicato al comune di Aulla nel pomeriggio dell'alluvione. Dalla prefettura in mattinata era comunque arrivata una lettera che invitava tutti i sindaci «a prendere tutte le misure necessarie per difendere la popolazione, visto lo stato di fragilità che esiste in Lunigiana». Intanto da Pontremoli arriva un'altra importante indicazione. «Qui non c'è stata alcuna ondata di fango - dice il sindaco Lucia Baracchini - l'acqua ha solo iniziato a salire per le piogge». Cosa avrebbe provocato lo «tsunami» che ha investito Aulla?  Fax e inchieste. Anche ieri sono proseguite le indagini della magistratura per arrivare a ricostruire le cause dell'alluvione. La procura dovrà lavorare anche per rimettere insieme il puzzle di comunicazioni sull'allerta che sono passate dai tavoli (e dai telefoni) di prefettura, provincia, comunità montana e comuni. Quel che è certo è che nella serata del 24 la Regione ha dato comunicazione a tutti gli enti interessati dello stato di allerta, definita di criticità «moderata». Nella mattinata, mentre il cielo iniziava a far cadere la pioggia sulla Lunigiana, la Prefettura avrebbe poi diramatato una lettera, firmata dal prefetto Giuseppe Merendino, e inviata a tutti i sindaci. In essa si parlava di un allerta di livello 2 (su una scala di 5) e di possibili temporali. ma il prefetto aveva anche aggiunto una nota che invitava in particolar modo i sindaci della Lunigiana, «di prendere tutte le precauzioni del caso e di effettuare le verifiche necessarie per tutelare la popolazione». La missiva faceva anche riferimento alla «vulnerabilità della provincia di Massa-Carrara e, in particolar modo, della Lunigiana.  Allarme da Pontremoli. Alle 15 del 25 a Pontremoli sta piovendo con insistenza. Le strade e i parcheggi vicini al Comune iniziano a riempirsi di acqua danneggiando molte auto. Il sindaco Lucia Baracchini prima chiama ruspe e tecnici per cercare di risolvere il problema e poi invia una serie di fax a Prefettura, comunità montana e provincia.  Proprio per questi fax la sala della protezione civile della Provincia invia alcuni tecnici a monitorare la grave situazione di Pontremoli. Ieri al Tg2 il sindaco Baracchini ha però ribadito che Pontremoli non è stata investita da alcuna onda anomala per tutto il pomeriggio. Da Pontremoli non è comunque arrivato alcun avvertimento per Aulla. Il sindaco dice di essere stato impegnato a risolvere la propria emergenza e di aver comunque rispettato le procedure. Anche il primo cittadino di Aulla Roberto Simoncini ha ribadito di non aver ricevuto alcuna comunicazione sull'allerta crescente.  Il ruolo della diga. Insomma, la complessa rete delle comunicazioni istituzionali sembra aver funzionato solo in parte. A questo punto toccherà alla magistratura se c'è stato qualche errore e se le procedure non sono state rispettate mettendo in pericolo i cittadini. Ieri mattina i carabinieri sono andati anche alla diga di Teglia per recuperare dei documenti per acquisire informazioni su cosa sia accaduto il pomeriggio del 25. Gli inquirenti non si avventurano però in spiegazioni. Fonti della Provincia e della Prefettura riferirebbero però che la diga è stata almeno in parte aperta per far defluire le acque. Un tecnico di Teglia avrebbe anche chiamato l'ingegner Barbieri, responsabile della Protezione civile della Provincia, per avvertire che la situazione della diga era critica e che, senza apertura, l'acqua avrebbe rischiato di esondare dall'alto (diventando quindi difficilmente incontrollabile). Dalla Edison, azienda che gestisce la diga, hanno più volte ribadito che non c'è stata alcuna anomalia. Anche il capo della Protezione civile Franco Gabrielli nei giorni scorsi avrebbe escluso responsabilità della diga. La magistratura dovrà comunque capire se le procedure sono state rispettate ed eventualmente, quanta acqua è stata lasciata passare e se tutto ha funzionato a dovere. Ma se è vero che l'onda non ha investito Pontremoli, bisognerebbe anche capire cosa sia accaduto nel tragitto tra i due paesi. E se qualche altro elemento - indipendente dalla diga - sia intervenuto.  Pioggia eccezionale. Il procuratore Aldo Giubilaro ieri in tv ha detto di non voler sentir parlare di evento eccezionale. Ma sin dal primo giorno gli amministratori locali hanno utilizzato quell'aggettivo per indicare l'onda e le piogge. In sei ore sulla Lunigiana sarebbero caduti 260mm di pioggia, una cosa che non si vedeva da oltre 50 anni. A peggiorare la situazione ci sarebbe stata anche l'uniformità con cui quest'acqua è caduta sul territorio, rendendo impossibile l'assorbimento delle masse d'acqua che poi si sono riversate su Aulla. Ma qualcosa ha bloccato l'acqua nel suo tragitto facendo alzare l'onda? Una migliore manutenzione di boschi e fiume avrebbe impedito il riversarsi di quella massa improvvisa sul centro di Aulla? E comunicazioni corrette avrebbero dato il tempo di permettere l'evacuazione? A stabilirlo dovranno essere i tecnici della Procura. ALTRI SERVIZI A PAG. 11

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