Il Tirreno

Infrastrutture retroportuali. Affitti, subaffitti e Nuovo Pignone: il sindaco annuncia una svolta

«Area spa, entro gennaio in vendita»

Cinzia Carpita
Il complesso del Nuovo Pignone in viale Zaccagna e una veduta dell’area retroportuale
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Il complesso del Nuovo Pignone in viale Zaccagna e una veduta dell’area retroportuale

Zubbani: per valorizzarla al massimo, base d'asta superiore al valore stimato

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 CARRARA. «Vogliamo uscire da Area spa nel giro di pochi mesi, entro gennaio intendiamo partire con il bando per cedere l'intero pacchetto pubblico del 51% (36% Carrara, 5% Massa, 10% la Provincia) come da accordi con gli altre enti. Attendo una perizia aggiornata sul valore, ma la base d'asta sarà superiore perché vogliamo valorizzare al massimo la vendita». Lo dice il sindaco Zubbani.  Finora gli utili di Area sono stati pressoché reinvestiti nell'area retroportuale, e il futuro è legato allo sviluppo, lì dentro, delle attività del Nuovo Pignone, per cui dopo il protocollo siglato il 5 aprile scorso fra Regione, i due Comuni, Provincia e società, si va alla variante urbanistica che muterà la destinazione dell'area da logistica a industriale, e con adeguamenti infrastrutturali del ponte del Carrione, per consentire in viale Zaccagna l'uscita dei mega-moduli del Pignone, uno dei quali dovrebbe essere sfornato ad maggio-giugno 2012.  Ieri ne hanno parlato le commissioni congiunte Attività produttive e Urbanistica, presente anche il sindaco.  Attualmente c'è un sistema di affitti sull'area: la Porto Spa paga ad Area (di cui detiene il 49%) un canone di quasi 900mila euro annui, tramite un contratto che in quanto tale dovrebbe rimanere ingessato per sei anni, più altri sei secondo una clausola che consente alla Porto spa di prolungare fino al dodicesimo anno questa situazione oppure uscirne dopo i primi sei. La variante di destinazione d'uso farà aumentare il valore dell'area, ma pare non ci siano clausole nel contratto d'affitto che possano agganciare il canone a questa lievitazione. Neppure se dovesse salire la cifra pattuita (sarebbe un canone annuo di 1,8 milioni) dalla Porto spa che ha subaffittato una parte dell'area (diminuendo da 190mila a 80mila mq. la zona logistica) al Nuovo Pignone. Il canone pattuito fra società americana e Porto spa sarebbe comprensivo del subaffitto e di servizi che la Porto fornisce. Fra i due soggetti sarebbero ancora in corso valutazioni.  Ma il Comune guarda ormai alla vendita delle quote di Area spa. Chi potrebbe acquistarle? Si vocifera che la Porto spa che ha diritto di precedenza, potrebbe non incontrare concorrenti nella gara: una prima valutazione del valore dell'Area si aggirerebbe sui 30-35 milioni di euro, e si dice fra gli addetti ai lavori che l'eventuale acquirente privato, che diventasse proprietario completo di Area si ritroverebbe alle prese col contratto di affitto in atto, a lungo termine: quei quasi 900 mila euro che paga la Porto, e che rapportati all'investimento, produrrebbero un rendimento netto basso. Ma, ovviamente, dal momento che il Comune farà partire il bando di gara, i giochi saranno aperti e tutti i soggtti interessati faranno le rispettive valutazioni.  La variante di destinazione d'uso. Giovedì prossimo in giunta ci sarà l'avvio della procedura per verificare se occorre o meno assoggettare alla valutazione ambientale strategica (Vas) la variante di destinazione d'uso da area logistica ad area industriale. Dopo l'esame fra soggetti competenti, la decisione che sarà emersa andrà in consiglio comunale.

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