La manifestazione
I confederali annunciano per mercoledì uno sciopero, dopo quello indetto dai cobas marmo
Sindacati uniti per difendere il soccorso cave
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CARRARA. In difesa del soccorso cave, dopo i cobas marmo scendono in campo Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, che hanno idedetto uno sciopero in tutte le cave di otto ore per la giornata di mercoledi 5 ottobre, «giornata tra l'altro scelta anche da Failclea Confail per ribadire che il soccorso cave va migliorato, non ridimensionato». «Regione e Direzione Asl hanno ormai deciso quale intervento effettuare sul soccorso cave, perciò riteniamo superfluo partecipare alla riunione fissata il giorno 7 ottobre. Sia sul metodo che sul merito della razionalizzazione del soccorso cave, - sostengono i tre sindacati - riteniamo che tutti i soggetti che nel 2000 hanno sottoscritto l'accordo, in cui si prevedeva anche la ripartizione delle spese, partecipassero attivamente ad una formulazione di proposta di miglioramento del servizio e di condivisione con i lavoratori interessati e non di tagli indiscriminati». Fillea, Filca e Feneal, ricordano che «come organizzazioni sindacali facenti parte del comitato paritetico provinciale, insieme alle aziende raccogliamo i fondi per il soccorso cave che versiamo regolarmente alla Asl, pertanto partecipiamo anche economicamente a questa attività e allora crediamo di avere il diritto a contrattare eventuali modifiche al servizio. E' forse questo il metodo di concertazione che la Regione e l'Asl intendono attuare nella nostra provincia? Se il Comune (firmatario dell'accordo del 2000) non sta pagando la quota come previsto, questo non può essere un alibi per sopprimere o tagliare il soccorso cave, ma semmai vanno recuperate le somme dovute».
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