Il Tirreno

«Attaccati dai pirati dello Yemen»

Una portacontainer (foto d’archivio)
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Una portacontainer (foto d’archivio)

Portacontainer genovese ha evitato il sequestro grazie a un apuano Cristian Ricci, esperto di terrorismo, ha guidato il comandante della nave

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 MASSA. La portacontainer è stata circondata da una ventina di barchini e ha rischiato seriamente di finire in mano ai pirati. Solo la prontezza di riflessi e la capacità di un esperto di sicurezza, l'apuano Cristian Ricci, ha permesso al comandante e a tutto l'equipaggio (22 persone, cinque italiani e 17 filippini) di passare indenni dalle terribili coste dello Yemen. E presto saranno nel Mediterraneo. Ma c'è mancato un pelo perché su ogni barchino c'erano cinque persone armate di kalashnikov e pronte a far fuoco pur di fermare la nave e di sequestrarla per chiedere in cambio una montagna di dollari. Invece Ricci e il suo collega, il fiorentino Lucio Montanino, hanno indicato al comandante e al resto dell'equipaggio cosa fare sventando il rapimento di gruppo. «Abbiamo passato un'ora e mezza terribile - racconta Ricci al telefono cellulare. Però siamo riusciti a ottenere quello che volevamo».  La portacontainer è di un armatore genovese («non possiamo fare il nome - spiega Ricci -, ma posso dire che è una compagnia appena nata e questo era il viaggio inaugurale») e presto tornerà in Italia. Ricci e Montanino erano a bordo perché è questo il loro lavoro: garantire la sicurezza in situazioni di emergenza come questa. Ricci ha 35 anni ed è il titolare della Imi security service. La società è nata proprio da una sua idea, che dopo l'università ha deciso di entrare a far parte degli ufficiali della Guardia Costiera italiana, Per quattro anni ha prestato servizio rivestendo diversi incarichi tra i quali quello di capo della sezione di polizia giudiziaria e di capo della sezione ambiente.  Il proseguo degli studi accademici con la frequentazione di un corso di perfezionamento post laurea in "Psicologia delle condotte criminali" ed un Master in "Scienze della sicurezza internazionale", gli hanno permesso di acquisire una visione dettagliata del fenomeno del terrorismo internazionale, soprattutto di matrice islamica. Proprio questa sua formazione gli ha permesso di valutare il pericolo e di decidere di non far fermare la portacontainer. Poteva sembrae un azzardo, ma ha portato il risultato a casa non facendo rischiare praticamente nulla alle persone che aveva preso sotto la sua protezione: «Non è stato semplice, ma alla fine è andato tutto bene».

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