Il Tirreno

Spaccio in centro, in cinque patteggiano

L’avvocato Luca Lattanzi
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L’avvocato Luca Lattanzi

Vennero sequestrate 500 pasticche di esctasy e 2 chili e mezzo di hashish

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 CARRARA. Si è conclusa, con cinque condanne (con il rito alternativo del patteggiamento) e un'assoluzione, la vicenda giudiziaria relativa all'operazione «Thriller Imperium», condotta da Carabinieri e Squadra mobile, sotto la regia della Procura (il titolare dell'indagine era il dottor Federico Manotti). Un'operazione tesa a sgominare un maxi traffico di droga a Carrara. Per tre degli indagati la pena è di cinque anni.  Ci sono voluti due anni di lavoro, l'indagine ha preso le mosse nell'autunno del 2007 e si è conclusa nel 2009, per sgominare la gang della droga che presidiava il territorio apuano e comunicava con un linguaggio criptato, smascherato proprio dall'abile lavoro degli inquirenti.  Le pasticche di ecstasy, nelle telefonate, erano «magliette di Versace e della Lotus».  Così si identificavano, nelle telefonate, le compresse per lo sballo che avevano il logo, una «V» o una «L» impresso sopra.  Le dosi di hashish invece, come è stato trascritto nei massici faldoni di intercettazioni ambientali e telefoniche, erano caramelle a pacchetti.  Oppure anche accendini, a centinaia, che venivano fatti arrivare a Carrara, in particolare nel centro storico. È qui che si svolgeva, principalmente, lo spaccio.  Si trattava di un grosso giro di sostanze stupefacenti che, dal Marocco (per quel che riguarda l'hashish) fino alla Campania (per le pasticche di ecstasy) aveva nella provincia apuana un punto importante di smistamento.  Il sequestro di sostanze stupefacenti, nel 2009, era stato ingente: 2 chili e mezzo di hashish e 500 pasticche di ecstasy.  Ieri c'è l'udienza preliminare: cinque imputati hanno patteggiato e uno, Felice Dario Manna di Monteforte Irpino, provincia di Avellino (difeso dall'avvocato Luca Lattanzi) è stato assolto per l'art. 530 2º comma, la vecchia insufficienza di prove. Era l'unico del gruppo ad essere incensurato.  I due 25enni, Gabriele Milanta e Matteo Maggiani, entrambi carraresi (difesi dall'avvocato Alessio Menconi) hanno patteggiato e sono stati rispettivamente condannati a 1 anno e 3 mesi e 5 anni.  Andrea Mosti, 32 anni di Carrara, difeso dall'avvocato Francesca Gaggi, ha patteggiato una pena di 5 anni.  Maurizio Marrone, 31enne di Avellino ma residente nella nostra città, assistito dall'avvocato Luca Lattanzi, ha patteggiato la pena di 5 anni. Matteo Franchi, 37enne anch'egli carrarese, ha patteggiato tre mesi. A.V.

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