Finanza
Shampoo e piega: sono 7 euro
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Il lavaggio della testa (foto darchivio) Una mattinata nel nuovo salone di viale Roma
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MASSA. Non immaginatevi un «buco» o un sottoscala. Il parrucchiere-estetica Mofa si trova all'inizio di viale Roma, davanti all'Oviesse. È un salone ampio con due ingressi, uno anche su via Marina Vecchia: è aperto dalle 9 alle 20 tutti i giorni, con orario continuato. Dentro ci sono le riviste (poche in verità), i flaconi dell'Oreal esposti, accanto ad alcuni con l'etichetta in cinese. C'è pure il classico cartellone pubblicitario, con una giovane cinese che sfoggia un acconciatura raccolta. E la musica, quella di una radio locale. All'interno un divanetto di vimini e quattro lavoranti (due uomini e due donne), tutti cinesi. Alle 10 del mattino ci sono già cinque persone in attesa. Al lavaggio, per una piega, c'è una ragazza con i guanti di plastica: due shampoo e il balsamo. Poi, con l'asciugamano (preso da una pila accuratamente piegati accanto alle sedute) in testa si passa nelle poltroncine della piega. C'è da aspettare qualche minuto, uno dei ragazzi è fuori. Poi comincia l'asciugatura, e il lavoro di spazzola. Prima, diversamente dai saloni nostrani, non c'è schiuma, non ci sono prodotti per proteggere i capelli dall'asciugatura. E alla fine niente lacca. Si passa quindi alla cassa: la spesa è di 7 euro. In più ti viene consegnata una tesserina, dopo cinque pieghe una è in omaggio. Il salone nel frattempo si è riempito. Tante signore sono in posa con il colore. Ci sono due uomini a cui stanno facendo il taglio. E altre persone in attesa. Quasi tutte sono di Massa. C'è anche chi viene da Marina di Carrara. E pure due ragazze giapponesi. Chi entra chiede, come prima cosa, se c'è da aspettare molto: ma nessuno si scoraggia di fronte alla risposta «un po'». Il salone lavora a pieno ritmo. I parrucchieri fra loro parlano poco, e in cinese. Proviamo a chidergli da dove vengono e come mai hanno scelto di apire un'attività a Massa. Pirma ci dicono che sono originari della Cina ma che da anni lavoravano a Firenze. I costi però erano troppo alti e quindi hanno deciso di cambaire zona. Ma poi ci ripensano e, dopo essersi parlati a lungo fra loro, in cinese, dicono che preferiscono non aggiungere altro. E che non ci tengono a finire sui giornali. Di pubblicità, questo è vero, non hanno bisogno. Ma impossibiel sapere qualcosa in più su di loro, e sulla loro attività. Ma che abbiano intenzione di mettere radici a Massa è fuor di dubbbio. In vetrina campeggia un cartello per la ricerca di personale: insomma i cinesi offrono pure posti di lavoro. A.V.
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