Il Tirreno

La vertenza. Mercoledì l’astensione: «Bisogna migliorare il servizio, non tagliarlo»

Sciopero dei cavatori

Sciopero dei cavatori

Pedrazzi: fermiamo la chiusura del soccorso cave

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CARRARA. Sciopero dei cavatori, mercoledì prossimo. È l'iniziativa davvero forte dei Cobas del marmo, per opporsi al processo di ristrutturazione del Soccorso cave. Il leader Giovanni "Pedro" Pedrazzi, segretario provinciale Cobas Marmo, così spiega la decisione: «Si sono svolti i lavori del Direttivo provinciale di categoria, è scaturita la volontà di indire una giornata di sciopero nel settore della estrazione del marmo, e per la prima volta non si tratta di sciopero contro i padroni». Proprio così, lo sciopero indetto per mercoledì 5 ottobre «è un'astensione dal lavoro diretta nei riguardi della direzione Asl di Massa-Carrara per protestare contro la vergognosa chiusura dei punti di Pronto Soccorso alle cave». E aggiunge: «Dopo i moti libertari del 1894 persino il generale Nicola Heusch istituì 5 presidi ospedalieri alle cave, attrezzatissimi e funzionali. Dopo questa prima conquista i cavatori hanno sempre invocato migliorie per salvaguardare la loro sicurezza e vita sul luogo di lavoro. Nel 2000 le forze sindacali, imprenditoriali ed istituzionali si riunirono con l'allora assessore regionale alla sanità Enrico Rossi e stipularono un accordo storico, con gli industriali del settore che partecipavano alle spese per il mantenimento dei punti di soccorso cave. Spese ripartite equamente fra tutti i soggetti firmatari dell'accordo, Regione Toscana compresa. Tali migliorie portarono alla istituzione dell'elisoccorso 118 oggi "Pegaso". Oggi per questo gli infortuni e le morti bianche sono assai diminuiti. Non si comprende il perché a distanza di 113 anni oggi si voglia smantellare un servizio vitale per i cavatori di Carrara».  Parole ribadite nel volantino di presentazione dello sciopero: «Cavatori - scrivono i Cobas - per mercoledì 5 ottobre è proclamata un' intera giornata di sciopero per protesta nei confronti della Direzione Asl Apuana. Lo scopo è quello di fermare l'assurdo progetto di smantellamento dei punti del Soccorso cave, vanto ed orgoglio dei popoli Apuani. Fermiamoli». E aggiunge: «Di questa nostra iniziativa sono state messe a conoscenza tutte le forze sociali, imprenditoriali e cooperativistiche del settore estrattivo presenti nel territorio». E ancora: «Questo servizio riguarda tutti i cavatori apuani, sia quelli iscritti ai Cobas che ad altre organizzazioni sindacali. Queste ultime sono invitate a concordare unitariamente lo svolgimento della protesta». Il programma prevede alle 8 l'assemblea aperta nella Sala di Rappresentanza del Comune di Carrara. «Attendiamo i rappresentanti dell'ente pubblico. La direttrice dell'Asl è anch'essa invitata a partecipare. A quest'ultima chiederemo di spiegarci le ragioni della soppressione del Soccorso cave. Ella potrà suonare le sue trombe. Noi, le nostre campane...».  Come spieghiamo a parte, l'Asl sostiene di non voler tagliare il Soccorso cave, ma di puntare a razionalizzare le postazioni con un risparmio relativo: tre postazioni anziché cinque (una a Campocecina, una a servizio di Torano, Fantiscritti e Colonnata, una a Canevara) ma comunque quattro equipaggi anziché cinque, perché nella nuova "superpostazione" dei bacini centrali carraresi, gli equipaggi in servizio sarebbero due.   LE RASSICURAZIONI DEL PRESIDENTE ROSSI. Nei giorni scorsi, anche il presidente della Regione Enrico Rossi aveva scritto al leader dei Cobas, in risposta ad una lunga lettera dello stesso Pedrazzi che gli relazionava in merito all'incontro avuto con i tecnici dell'Asl: «I tempi di percorrenza, tagliando due punti di soccorso, cresceranno moltissimo - gli scriveva Pedrazzi - il servizio va semmai potenziato». Da parte sua Enrico Rossi ribadiba che «da quanto posso riscontrare, non si tratta di un indebolimento del sistema di prevenzione, sicurezza e pronto intervento, ma di un progetto di ammodernamento e razionalizzazione dello stesso che ha, ritengo, l'obiettivo di migliorare e implemetare il servizio».  Ma le parole del presidente Rossi non hanno rassicurato il Pedro, tutt'altro. M.B.

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