Il Tirreno

La stavano cercando i carabinieri. Il pianto quando è finita la fuga: «Chiamate la mia mamma»

Ragazzina litiga con i suoi e scappa

Sopra l’ospedale di Carrara dove è stata ritrovata la ragazzina che era scomparsa da casa da due giorni
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Sopra l’ospedale di Carrara dove è stata ritrovata la ragazzina che era scomparsa da casa da due giorni

La 15enne è stata ritrovata a Carrara dopo alcune ore da un metronotte

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 MASSA. Il motivo della fuga, probabilmente, è un amore adolescenziale. Un ragazzino che le ha fatto perdere la testa, tanto da spingerla a lasciare la casa dei suoi per stargli più vicino. Il sogno (o l'incubo) di vivere senza costrizioni è durato poco più di trenta ore. Grazie a un metronotte.  È stata la prontezza del maresciallo Galli a mettere fine alla fuga della quindicenne. Il vigilante l'ha vista davanti al monoblocco dell'ospedale di Carrara alle due di notte e si è insospettito (vedi box sotto). L'ha fermata, le ha chiesto come mai si trovasse lì a quell'ora e lei ha cominciato ad andare in confusione, a farfugliare scuse che non stavano in piedi e a inventarsi parenti ricoverati per le malattie più disparate. Risultato? Galli si è insospettito, ha fatto finta di allontanarsi e ha chiamato i carabinieri.  I militari sono arrivati in un baleno - stavano già cercando una ragazzina -, ma lei era già andata via sospettando che l'avessero scoperta. La pattuglia torna in caserma senza nulla in mano e l'Arma si prepara a un'altra giornata di ricerche. Il maresciallo della Globo vigilanza però non demorde: da come gli hanno descritto l'adolescente scomparsa è convinto che era proprio quella ragazzina che si trovava davanti all'ospedale. E così è rimasto in zona, dimostrando di avere fiuto. Perché un paio di ore più tardi, ripassando dalla portineria del monoblocco, le due donne che erano in servizio gli hanno detto che la ragazzina si era fatta vedere di nuovo e che era entrata in una cabina telefonica poco distante. Galli è andato nel posto indicato e l'ha trovata. la quindicenne però non ne ha voluto sapere di mettere fine alla sua fuga e così ha tentato di scappare di nuovo. Le è andata male (anzi bene), però, perché sia una passante, sia le due centraliniste hanno dato manforte al vigilante e l'hanno bloccata. Un momento di smarrimento, qualche strannone per liberarsi e poi il pianto dirotto: «Ho litigato con i miei genitori, volevo andare via ma non sapevo dove dormire e così ho passato la notte su una panchina qui davanti all'ospedale. Ho tanto freddo adesso, potete chiamare la mia mamma? Questo è il numero». Detto fatto. Sempre dal centralino del monoblocco è partita la chiamata che i suoi genitori avevano atteso tutta la notte. «Pronto? L'avete trovata, grazie. Arriviamo subito».  Ma la fuga della quindicenne non poteva finire così. Bisognava andare in caserma dai carabinieri, visto che da diverse ore le pattuglie dell'Arma stavano battendo tutta la provincia apuana. È stato sempre il metronotte della Globo vigilanza a contattare i militari. Una volta in caserma l'adolescente ha raccontato nuovamente cosa era successo: «Ho litigato con i miei genitori e ho deciso di andarmene via di casa, ho sbagliato e vi chiedo scusa per la confusione che ho creato». Inutile dire che cuore di mamma e di papà l'hanno già perdonata, in fondo è stata soltanto una pazzia fatta in un momento difficile della vita di una ragazzina. I carabinieri non apriranno alcun fascicolo per questa vicenda. Da questa mattina la giovane potrà tornare sui banchi di scuola come se nulla fosse accaduto, dimenticando il freddo e la paura dell'altra notte.

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