Il Tirreno

L’udienza preliminare per il manager Savio slitta al 15 dicembre

Doping, ci sono nuove rivelazioni Il gup decide di prendere tempo

Il giudice dell’udienza preliminare Ermanno De Mattia
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Il giudice dell’udienza preliminare Ermanno De Mattia

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 MASSA. L'udienza preliminare dove si deciderà il rinvio a giudizio di Gianni Savio, team manager della squadra di ciclismo Androni è slittata al 15 dicembre. La decisione è stata presa dal gup Ermanno De Mattia dopo aver sentito le parti.  Il reato ipotizzato dal pm Federico Manotti nei confronti di Savio è quello di commercio e incitazione all'uso di sostanze dopanti. In particolare l'Epo. L'accusa gli è stata mossa da Luca De Angeli, ex corridore apuano, che ai tempi in cui si riferiscono i fatti (2005) era un corridore alle dipendenze di Savio alla Colobia-Selle Italia.  Come detto a far slittare la decisione del gup sono state anche (non solo però) delle nuove dichiarazioni fatte da un ex ciclista professionista, Raffaele Illiano, a Manotti. L'atleta ha rivelato circostanze inedite che potrebbero aprire altri fronti d'inchiesta, anche se ovviamente il fascicolo resta secretato.  Il trentaquattrenne campano, ma di fatto massese d'adozione, era finito in carcere ad agosto. Gli inquirenti contestano il commercio abusivo e la ricettazione di sostanze dopanti - e per questa prima ipotesi di accusa erano scattate le manette - e l'esercizio abusivo della professione.  Tutto era cominciato nell'ottobre del 2008 a Massa: a Raffaele Illiano vengono sequestrate sostanze dopanti, gli inquirenti trovano farmaci nel suo armadio, in una valigia sotto il letto, nel frigoriferio, sotto la scrivania. Per il ciclista nessuna misura cautelare. Denunciato a piede libero, ma da qui partì un'indagine con tanto di intercettazioni e controllo di materiale informatico, affidata ai carabinieri della sezione antidoping con il supporto dei Nas di Roma.  La richiesta di rinvio a giudizio per Savio con questi fatti non c'entra. Ma le nuove dichiarazioni di illiano potrebbero essere utili all'accusa per ottenere quel rinvio a giudizio del manager che hanno chiesto al giudice De Mattia.

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