Sicurezza
Polemica sotto lo schermo. Dito puntato anche sulla delibera di giunta affissa allalbo pretorio con 120 giorni di ritardo
Cinema comunale affittato a 500 euro al mese
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Il cinema Città di Aulla e in basso Matteo Ratti L'opposizione a nome di Matteo Ratti: scandalosa la riduzione del canone per la sala Città di Aulla
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AULLA. In un momento in cui affitti e mutui strangolano famiglie e giovani, fa un certo effetto apprendere che la Cineserv, società che gestisce la sala polifunzionale comunale per proiezioni cinematografiche, ha beneficiato di una riduzione del canone. Una riduzione del canone a 500 euro mensili da parte della giunta comunale, che ha modificato il contratto sottoscritto in precedenza. Pur concernendo la concessione in uso dei locali nei soli giorni di venerdì, sabato domenica, nei festivi e prefestivi, la cifra citata, in diversi e sempre più frequenti casi, basta a malapena ad affittare un cosiddetto "buco" ad Aulla capoluogo, almeno per il cittadino qualunque. «Il Comune di Aulla, che piange sempre miseria, poteva cercare di "fare cassa" con la modifica al rialzo del contratto sottoscritto il 22 settembre 2002 con il legale rappresentante della ditta, ora Cineserv, per la gestione del cinema-teatro Città di Aulla - afferma la minoranza consiliare, sempre pronta a intervenire e che aggiunge - invece no, è accaduto esattamente il contrario». È da queste considerazioni che deve essere partita la richiesta di discutere della questione da parte di Matteo Ratti, consigliere di Idee in Comune, il quale chiedeva pochi mesi fa, tramite interpellanza rivolta a Marusca Bonini (presidente del consiglio), a Renzo Mostarda (segretario vicario del Comune), al sindaco Roberto Simoncini e all'assessore al bilancio, Giovanni Chiodetti, di «avere chiarimenti in merito alla delibera di giunta n. 129 del 9 ottobre 2010, curiosamente affissa all'albo pretorio solo quattro mesi dopo, dal 4 al 19 febbraio di quest'anno. Delibera avente per oggetto la concessione in uso dei locali al piano seminterrato del palazzo comunale alla Cineserv, con relativa modifica contrattuale». Addirittura Ratti aveva avuto un eccesso di scrupolo, richiedendo la discussione dell'interpellanza in adunanza segreta per motivi di privacy: una formula consentita dallo statuto comunale, ma che non ha nulla a che fare con riunioni carbonare e simili. Ma, all'oggi, non vi è stata né adunanza segreta né discussione in consiglio comunale sulla faccenda, nonostante le assicurazioni verbali date a Ratti, il quale così poi commenta sul sito web di Idee in Comune: «Pubblichiamo, in ritardo, la presente interpellanza che volevamo discutere in modo privato per non disturbare l'attività in questione. Durante il consiglio comunale in cui è stata presentata la discussione, presidente e segretario non hanno riconosciuto questa necessità e il sindaco ha glissato, rimandando la risposta sul tema e giustificandosi con la ricerca e la verifica di atti e documenti successivi alla firma della convenzione con il soggetto interessato».
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