Attenzione
Tra gli imputati anche il socio dellex ufficiale dellArma Alibani. Lente non si costituisce parte civile
«Appalto truccato», Calzetta alla sbarra
L'accusa è di turbativa d'asta. Nei guai anche due ex funzionari della Provincia
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MASSA. Sono stati rinviati a giudizio dal gup Ermanno De Mattia in quattro per l'appalto di vigilanza di alcuni immobili della Provincia. Andranno a processo, previsto il 23 gennaio 2012, due ex funzionari dell'ente, Lorenzo Paolini e Mario Cardillo, l'ex ufficiale dei carabinieri Augusto Calzetta e l'imprenditore Renato Alibani. L'accusa è di turbativa d'asta. La Provincia non si è costituita parte civile. È proprio la mancata costituzione di parte civile della Provincia a lasciare perplessi, visto che il danno per l'ente - se anche durante il processo verranno confermate le accuse - c'è stato. L'ente costituendosi avrebbe potuto partecipare al processo e avrebbe seguito da vicino la vicenda. Le accuse. Tutti e quattro sono accusati di turbativa d'asta, in più per i due ex funzionari (Paolini nel settore finanze e Cardillo all'economato) c'è anche il falso. Tutto ruota attorno a un appalto concesso dalla Provincia: valore quindicimila euro all'anno. Il contratto prevedeva il controllo degli edifici provinciali, da palazzo Ducale alle scuole dell'ente. L'inchiesta. Tutto è partito dalle rivelazioni di una ex socia di Calzetta. Il pm Federico Manotti avute le informazioni attivò la guardia di finanza e le fiamme gialle nel giro di poche settimane si presentarono in Provincia più volte sequestrando un discreto numero di documenti. Tutti riguardati l'appalto di sorveglianza concesso all'Istituto di vigilanza nel 2007 (la determina è dell'otto marzo del 2007, quattro anni fa). La fonte della procura ha fornito prove che sono state contestate immediatamente al dirigente e al funzionario, tra i primi a essere iscritti nel registro degli indagati. La contestazione più grave è quella di aver attestato il falso nel provvedimento amministrativo che affidava alla società di Calzetta (e di Alibani) l'appalto di sorveglianza. In pratica nella determina hanno scritto di aver contattato telefonicamente l'Istituto vigilanza apuano (che vinse la gara), l'Euroservizi srl (società di Alibani e quindi in conflitto di interesse) e la Metronotte Massa srl. Il titolare di quest'ultima ditta però sentito dal pubblico ministero è caduto dalle nuvole, dichiarando che mai nessuno da palazzo Ducale lo aveva chiamato per comunicargli che c'era un appalto del genere in ballo. Secondo l'accusa quindi era già tutto calcolato: doveva vincere Calzetta e così l'unico suo concorrente era Alibani, con il quale però l'ex ufficiale condivideva la proprietà dell'Istituto vigilanza apuano (uno era amministratore delegato e l'altro vice presidente del cda). A testimonianza che l'appalto non era proprio regolare, secondo gli inquirenti, anche il fatto che i quindicimila euro per il servizio di vigilanza l'ex colonnello li ha ritirati in contanti andando a palazzo Ducale di persona. Gli ex funzionari. Paolini e Cardillo sono anche accusati di falso in quanto pubblici ufficiali. Il dirigente del settore finanze e bilancio ha firmato la determina, mentre l'economo l'ha siglata. Hanno sottoscritto il falso perché hanno detto di aver avvisato la società Metronotte Massa srl.
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