Finanza
Villette a Anderlino e nell'area Ceci
Alessandra Vivoli
Si potrà costruire, anche se poco, nelle zone verdi della città
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CARRARA. È racchiuso in due tomi il futuro della città. Quel piano strutturale che detterà le linee dello sviluppo di Carrara e dintorni. Certo i diritti sui suoli (per costruire) li darà il regolamento urbanistico. Ma i contorni, di tutto quello che ci potrà esserci o meno dalle colline al mare, lo stabilirà il piano strutturale, ora all'esame dei consiglieri comunali e delle forze politiche. Da Anderlino alla stazione di Avenza. Da Marina vecchia all'asse del Carrione fino all'area di via Covetta e alle colline: ecco cosa cambia con un piano strutturale destinato a sostituire quello precedente, che risale alla metà degli Anni Novanta. Con una filosofia tutta particolare, spiega l'assessore all'Urbanistica Andrea Vannucci: «il nuovo andrà a migliorare quello che già c'è e deve essere rinnovato». Anderlino: ecco cosa succederà. I comitati della zona ci hanno fatto attorno una grande battaglia. Adesso i giochi sono fatti: e il piano strutturale non è destinato ad accontentare solo chi - spiega Vannucci - voleva che, in quell'area a fianco dell'Aurelia, non venisse cambiata neppure una virgola. Cominciamo, quindi, col dire che le aziende agricole saranno salvaguardate. E resteranno anche le abitazioni che insistono nella zona: anzi chi vuole potrà anche migliorarle. Lungo la fascia della via Aurelia saranno consentiti interventi di tipo commerciale (negozi e uffici), a condizione che venga ceduta una fascia di terreno al Comune, per parcheggi e verde pubblico. Ad Anderlino nord, dove si trova la fascia di territorio più sensibile dal punto di vista ambientale, la porzione di area da cedere al Comune sarà pari al 70%: nel restante 30% si potranno realizzare strutture sportive a ridosso degli impianti già esistenti e, in parte, anche villette (circa una decina). Villa Ceci: si costruisce solo nelle parti marginali dle parco. È uno dei polmoni verdi della città, al confine fra Avenza e Marina. E il nuovo piano strutturale è destinato a conservare, quasi totalmente, la vocazione a parco di Villa Ceci. Quell'area, infatti, resterà verde all'85% (minimo). Solo nel 15% situato nelle parti a margine del corpo del parco, si potranno edificare strutture turistiche ed edilizia residenziale. Villette sì, ma a impatto zero e possibilmente anche da trasferire anche in un'altra localizzazione (attraverso la perequazione a distanza). Marina vecchia: via libera alle ristrutturazioni. Marina vecchia cambia volto: disco verde ai recuperi e agli ampliamenti per tutti i manufatti non di pregio e quindi al di fuori delle tutela dei beni artistici. Insomma l'idea - come ribadisce l'assessore Vannucci - è migliorare quello che c'è. Quindi basta con le case che cadono a pezzi, i brutti infissi, e le soluzion rattoppate. Marina si rifà il look. Accanto alle segherie foresterie, show room e atelier. Non solo, e non più, lavorazione del lapideo e basta. Il nuovo piano strutturale propone una ristrutturazione a 360º del sistema marmo. Con la possibilità di creare, accanto o nella stessa area occupata dalle segherie e dai laboratori, show room, atelier e anche foresterie per ospitare gli scultori. «Il tutto - precisa Vannucci - con l'intento di far decollare la filiera». Come rinasce la zona della Stazione. È, insieme a San Martino e all'asse del Carrione, una delle aree strategiche del nuovo piano. Sono previste due aree, sopra e sotto la ferrovia e un progetto ambizioso che comprende negozi, uffici e una parte di residenziale. Per costruire però biosgnerà prima cedere una parte di terreno al Comune che vi potrà realizzare così verde pubblico e parcheggi.
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