Finanza
Pericolosi i ponti sulla provinciale 23
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Uno dei tanti caratteristici ponti della Lunigiana Allarme della minoranza di Tresana che chiede manutenzione
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TRESANA. «I ponti di Tresana sono la cartina tornasole dei disagi del Comune». Inizia così il commento del gruppo consiliare del Popolo della Libertà composto da Matteo Mastrini, Franco Bernardi e Gianpiero Battaglia per «descrivere lo stato in cui versano i caratteristici ponti che conducono al territorio comunale». «Lo stato dei ponti di Tresana - scrivono i tre consiglieri comunali di opposizione - il borgo che dà il nome al nostro Comune, simboleggia tristemente un declino sul quale chi ci amministra forse non ha riflettuto abbastanza. Da anni la popolazione invoca interventi urgenti ai ponti che conducono al paese, ma questi appelli sono sempre rimasti inascoltati. Eppure, nel tempo trascorso dalle prime lamentele, non sono mancati gli episodi incidentali, con tanto di auto finite nelle scarpate sottostanti. Ma con la scusa della competenza provinciale, visto che la strada in oggetto è la provinciale 23, l'amministrazione ha sostanzialmente lasciato che tutto rimanesse così com'era e com'è». A questo punto il monito di Mastrini, Bernardi e Battaglia all'amministrazione comunale guidata da Oriano Valenti: «Forse qualcuno però ha dimenticato che chi governa ha il dovere, oltre che l'obbligo morale, di fare il massimo per salvaguardare l'incolumità delle persone sul comprensorio che si trova ad amministrare. Ed è lecito dunque chiedersi se si siano aperti tavoli di confronto con l'amministrazione provinciale: il Partito democratico è a Palazzo Ducale come in piazza XXV Aprile, è partito dominante e questo dovrebbe bastare per affrontare e risolvere situazioni come quella di cui ci stiamo occupando. Ma chi è in buona fede deve anche rendere conto del fatto che i tecnici della Provincia abbiano fatto il loro dovere, relazionando chi ci governa sullo stato dei ponti di Tresana posti sulla provinciale 23». E la conclusione dell'intervento del Popolo della Libertà: «È ora di dire basta, è ora di fare qualcosa onde evitare che nelle persone aumenti la percezione dell'abbandono: chi non vuole o non può far nulla salvi almeno la faccia con un passo indietro». M.L.
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