La manifestazione
Opere pubbliche. Pagamenti bloccati, il vincolo del patto di stabilità provoca un salasso sull’economica locale
Il Comune deve 2,6 milioni alle imprese
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L’assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli e il palazzo sede della amministrazione comunaleL'assessore Andreazzoli: i soldi ci sono ma non possiamo spenderli, investimenti fermi
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CARRARA. In cassa i soldi ci sono, gli introiti per cessione di aree da diritto di superficie a diritto di proprietà, schizzati quest'anno a 2,5 milioni di euro. Ma il Comune vincolato al patto di stabilità, ha 2,6 milioni di debito verso ditte che hanno effettuato opere pubbliche. L'ente locale da gennaio ha rallentato i pagamenti alle imprese che hanno fatto lavori e poi ha dovuto totalmente chiudere i rubinetti: risultato, deve a oggi, a un numero imprecisato di aziende, la somma complessiva di ben 2,6 milioni di euro calcolata dagli uffici della ragioneria. Somma destinata a salire con l'aggiunta futura degli stati di avanzamento dei lavori (a meno che i cantieri non siano stati fermati). Nessuna carta bollata al momento, assicurano in Comune, ma non c'è dubbio che per le ditte creditrici, i mancati incassi pesano. E la crisi economica galoppa. L'amministrazione sta facendo i salti mortali per far quadrare il bilancio, ma ha dovuto dare una brusca frenata ai lavori pubblici, a interventi già programmati, o in corso. «Siamo in regime di salvaguardia di bilancio - dice l'assessore alle finanze Giuseppina Andreazzoli - abbiamo recepito le segnalazioni e le richieste dei nostri uffici, operiamo solo minimi spostamenti di risorse da un capitolo di spesa all'altro, all'interno dei medesimi settori, allo scopo di poter mantenere in essere i servizi finora dati alla popolazione». Ad esempio, è stato aumentato l'investimento sulla piscina comunale che deve riaprire, e diminuito quello per la promozione turistica (scesi a 35mila euro, con abbattimento di 20mila). Inoltre, le entrate che prima lo Stato ci dava capitolo per capitolo, ora le ha inserite nel fondo sperimentale di equilibrio che sostituisce i fondi precedenti. In definitiva, si continua a mantenere i servizi sul territorio proprio facendo limature costanti nel bilancio, con un impegno fortissimo dell'amministrazione e degli uffici, per tamponare la situazione, finché sarà possibile. In altre città hanno sospeso o ridimensionato i servizi». Una novità positiva, come sottolinea l'assessore che porterà stasera in consiglio comunale le operazioni fatte per la salvaguardia degli equilibri di bilancio, è il maggiore introito relativo alle aree Peep: molti cittadini che vi hanno le case hanno compiuto l'operazione che li traghetta verso il diritto di proprietà (dal solo diritto di superficie) pagando gli oneri al Comune. L'amministrazine aveva previsto a inizio 2011 di incassare 700mila euro, ma ne ha introitati 1,5 in più, per un totale di 2.256.000 euro. Stasera la mappa del bilancio va in consiglio comunale, mentre la prossima data per l'assestamento di fine anno dell'esercizio finanziario, è il 30 novembre. Una delle altre voci che potrebbero dare ossigeno al Comune, è il recupero dell'evazione Ici: Erano stati previsti 800mila euro a bilancio. Da gennaio a luglio di quest'anno, sono stati recuperati 450mila euro (conteggi degli uffici comunali), relativi al periodo 2006-2011. Per il periodo 2005-2010 il recupero era stato di 850mila euro. «Siamo in linea con tutte le previsioni - afferma l'assessore Andreazzoli - anche con il recupero della Tarsu. Il bilancio di previsione era stato studiato a carattere prudenziale. Speriamo non ci siano flop a fine anno. Purtroppo, per le opere pubbliche siamo fermi, a causa del vincolo del patto di stabilità. E' un grosso problema: perché, o non si rispetta, o per rispettarlo dobbiamo bloccare i pagamenti alle ditte con ripercussioni sulle aziende. Ed è ciò che sta accadendo: i pagamenti sono fermi, i soldi ci sono ma non possiamo versarli ai creditori». L'amministrazione sta studiando un nuovo meccanismo: «Dall'anno prossimo vorremmo stabilire in anticipo quanto poter pagare, ma per calibrare le risorse ci vorrà un coordinamento fra tutti gli uffici di tutti i settori. E avremo comunque sempre l'incognita delle spese improvvise per le emergenze. Insomma, il patto di stabilità, condiziona gli investimenti». E, indirettamente, strozza le imprese.
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