Il Tirreno

Giù la chiesa, se ne costruisce una nuova

Chiara Sillicani
<b>EDIFICIO.</b> La chiesa di via Pisa potr&agrave; essere demolita
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EDIFICIO. La chiesa di via Pisa potrà essere demolita

Via libera del Comune alla demolizione in via Pisa: la struttura inagibile da anni

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 MASSA. Una parrocchia senza chiesa è una comunità dall'identità mutilata. Certo i fedeli di San Giuseppe Vecchio dovranno aspettare ancora un po' prima di abbandonare il salone parrocchiale e tornare a pregare nella loro chiesa. Ma un enorme passo avanti è stato fatto.   Palazzo civico dice sì. Dal Comune è arrivato il via libera alla demolizione "parziale" della struttura attuale, da anni inagibile, e alla creazione di un centro parrocchiale. Non solo una nuova chiesa, ma anche spazi di confronto e aggregazione. Ebbene sì, il Suap (sportello unico attività produttive) ha detto "sì": i fedeli saluteranno la vecchia chiesa, pronti a veder sorgere una nuova struttura in via Pisa.  L'autorizzazione, firmata Luisa Lippi, dirigente del settore, è arrivata martedì: i pareri positivi di tutti gli enti competenti ci sono, dall'Asl ai vigili del fuoco. Adesso la palla passa nella mani della curia che dovrà definire modi e tempi della gara d'appalto per l'assegnazione di lavori.   La storia. La chiesa di San Giuseppe Vecchio qualche problemino ce lo aveva anni, poi sono emerse criticità strutturali e nel 2004 è scattata l'inagibilità: impossibile entrare, tutti a messa nel salone parrochiale. Le possibilità erano due: o mettere mano - pesantemente - alla struttura o demolirla e costruirne una nuova. E per questa seconda opzione optò la Curia.  E don Luca Franceschini, responsabile dei beni culturali e della nuova edilizia, spiega il perchè: «Il consolidamento sarebbe costato di più della nuova costruzione e non avrebbe comunque garantito nel tempo la stabilità della struttura, nè - aggiunge - avrebbe preservato il progetto e le caratteristiche della chiesa». Perchè proprio questo è l'elemento centrale. A ritardare la nuova costruzione è stato il dubbio che la vecchia chiesa - tenuta in piedi dalle longarine - avesse un interesse culturale. L'edificio, firmato dal prete-architetto Angelo Verri, è stato oggetto di studi da parte della Soprintendenza e del comitato tecnico-scientifico del Ministero dei Beni Culturali. Analisi e ricerche per evitare che finisse in macerie un'opera d'arte. Il 21 febbraio scorso la Soprintendenza ha ritirato la proposta di dichiarazione di interesse, di tempo, però, ne era passato parecchio e le regole del gioco erano cambiate: procedure nuove per l'autorizzazione. Così sono trascorsi altri mesi, fino al via libera di due giorni fa.   Le prossime tappe. Nessuna indiscrezione sui costi dell'opera che - spiega don Luca - sarà finanziata anche dalla Conferenza episcopale italiana. «Adesso - aggiunge il sacerdote - ci occuperemo dell'appalto, il progetto - ricorda - c'è da tempo, è firmato dall'architetto massese Anna Della Tommasina». Conto alla rovescia, quindi, poi il parroco Don Danilo Vita tornerà a dire messa nella chiesa - nuova - di via Pisa.

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