Il Tirreno

Nel settembre 2010 il blitz dei carabinieri: vennero sequestrate 490 piante di canapa indiana che avrebbero fruttato oltre due milioni di euro

Carcere per 21 anni alla gang della marijuana

Fabrizio Palagi
La piantagione di cannabis trovata nei boschi di Follo e in basso la retata dei carabinieri
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La piantagione di cannabis trovata nei boschi di Follo e in basso la retata dei carabinieri

Condannati 6 dei 9 arrestati per la maxi coltivazione di cannabis nei boschi di Follo

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 SARZANA. Pioggia di condanne per la gang della marijuana sgominata dai carabinieri esattamente un anno fa. Il tribunale di Genova ha infatti emesso le sentenze per i molti imputati alla sbarra che, nei boschi di Follo, coltivavano circa 500 piante di cannabis. Gli arbusti, a "raccolto" ultimato, avrebbero prodotto circa due 2,5 quintali di droga, per un valore di mercato di oltre due milioni di euro.  A seguito dell'operazione "Tre Marie" effettuata a fine settembre del 2010 dagli uomini diretti dal capitano Alessandro Coassin, comandante della stazione di Sarzana, in manette finirono 9 persone, fra cui tre donne: tutti, secondo gli inquirenti, avevano a che fare a vario titolo con la piantagione scoperta, dopo molti e lunghi appostamenti, nella zona boscosa di Vicchieda che sovrasta l'abitato di Follo, sul lato destro del Magra.  Vennero rinvenute 490 piantine di canapa indiana, alte da 2 a 6 metri, ben mimetizzate tra il verde della boscaglia e coltivate su 4 terreni a terrazzamenti un tempo usati per vigne e uliveti: l'area era stata recintata con una rete di plastica verde e le piante non erano interrate bensì coltivate in vasi.  Era infatti dai primi di luglio che i militari tenevano d'occhio i movimenti attorno alla piantagione, muniti di macchine fotografiche e videocamere per immortalare l'attività "agricola" condotta da diverse persone.  Poi, poco dopo l'alba del 28 settembre, il blitz dei carabinieri, grazie al quale vennero arrestati 6 uomini.  In manette finirono i calabresi Domenico e Andrea Aquilano, padre e figlio, rispettivamente di 55 e 23 anni, commerciante il primo, nullafacente l'altro; poi Roberto Ala, artigiano 46enne del Salento, Gianluca Avellina, 27enne di Reggio Calabria, disoccupato, Domenico Tamburo e Simone Iacono, 22 anni, entrambi studenti e ragusani.  Arrestate, a vario titolo, anche tre donne nei cui appartamenti vennero di Firenze e Bologna trovati quantitativi di marijuana e hashish: si trattò di Maria Grossi, 61enne consulente del lavoro (proprietaria del terreno di Follo), della sorella 64enne Vanna e della 26enne Simona Ricci, all'epoca frequentata da Andrea Aquilano. Un amico della ragazza venne deferito a piede libero. Le tre donne vennero arrestate per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio, mentre a carico dei 6 uomini le accuse di coltivazione e produzione di sostanze stupefacenti.  Esattamente un anno dopo gli arresti, i giudici genovesi hanno emesso le seguenti condanne per 6 degli allora 9 arrestati.  Andrea Aquilano, due anni, 10 mesi e 14mila euro di multa.  Domenico Aquilano, 4 anni e 8 mesi e 20mila euro.  Roberto Ala, 2 anni, 8 mesi e 12mila euro di multa.  Maria Grossi, 4 anni e 18mila euro di multa.  Simone Iacono e Gianluca Avellina 2 anni e 8mila euro ciascuno.

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