Sicurezza
Inizia lautunno caldo dei titolari dei bagni apuani. Domenica volantinaggio contro la direttiva Bolkestein
«Aiuto, ci trasformano in villaggi turistici»
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Una veduta della spiaggia di Marina I balneari temono che le aste saranno vinte da multinazionali e tour operator
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MASSA. Stagione estiva agli sgoccioli - anche se le splendide giornate di questo settembre riempiono ancora le spiagge - ma per gli stabilimenti balneari si annuncia un autunno caldo. Un autunno di lotta cointro la direttiva Bolkestein che, in sotanza, prevede - in nome dei principi del libero mercato - la cancellazione dell'attuale regime di concessioni degli arenili. La normativa europea prevede che, dal gennaio 2016, gli stabilimenti balneari vengano messi all'asta e le concessioni ri-assegnate attraverso il meccanismo della migliore offerta. All'asta potranno partecipare tutti i cittadini europei: gli attuali titolare dei bagni, è ovvio, ma anche grandi gruppi del settore turistico, investitori finanziari, tour operator, gruppi industriali. Ed è proprio questo che i balneari temono: che le spiegge finiscano in mano a catene economico-finanziarie o colossi dell'industria turistica, che cancellerebbero - oltre alle loro imprese - anche la fruizione del mare così come si è affermata questi decenni. Perciò, per scongiurare l'attuazione della direttiva Bolkestein, si mobilitano, ad ogni livello. Adesso, anche con un volantinaggio, previsto sulla spiaggia - ci si augura affollata - nella giornata di domenica, con cui puntano a coinvolgere clienti, turisti, tutti i cittadini. «Alla fine - scrivono nel volantino rivolgendosi alla cittadinanza - l'asta sarà vinta da multinazionali, tour operator, gruppi industriali. Il governo non difende le nostre imprese e, nello stesso tempo, pensiamo non difenda neanche i vostri interessi. L'aggiudicazione di asta comprta una gara al rialzo con un danno evidente all'utente finale. Ci stiamo tutti esponendo al pericolo che gli attuali stabilimenti balneari possano trasformarsi in villaggi turistici o struture di lusso». Dunque, concludono i balneari, «non vi chiediamo di partecipare alla nostra lotta solo di riflettere» su quel che potrebbe accadere. C.F.
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