Sicurezza
Futuro e libertà di Carrara
«Sia fatta analizzare l'area dall'Ispra»
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CARRARA. Sul nuovo insediamento del Nuovo Pignone, ie sulla interrogazione parlamentre, interviene il portavoce di Cararra di Fli, David Chiappuella. «I dirigenti del Nuovo Pignone, informati dell'interpellanza parlamentare depositata dai deputati di Fli Fabio Granata ed Enzo Raisi per chiedere il blocco dello stabilimento industriale che la società sta costruendo a Carrara, si sono decisi a spiegare quali saranno le lavorazioni che si effettueranno in questa nuova fabbrica», comprese le previsioni occupazionali. «I dirigenti affermano, inoltre, di aver speso 15 milioni di euro per mettere a norma i terreni e la falda acquifera della zona in cui sorgerà il nuovo insediamento, che insiste in un'area ricompresa nel Sin. I tecnici del Pignone dovrebbero sapere bene che per portare a termine bonifiche di questo tipo occorrono anni di lavoro, come dimostra ciò che sta accadendo nell'area dell'ex Rumianca, la cui bonifica è ancora in alto mare dopo decenni di attività. Nel sito del Pignone, invece, non abbiamo mai visto eseguire operazioni di questo tipo». «Se il Nuovo Pignone intende essere credibile deve scegliere altre strade. Perché non richiede l'intervento dei tecnici dell'Ispra, gli stessi che hanno individuato i veleni presenti nel Sin, per fargli analizzare i terreni e la falda dell'area in cui sorgerà il nuovo impianto e vedere come stanno davvero le cose?». «E se poi, come ci viene assicurato, - conclude Chiappuella - le turbine da 130 Mw sono così tecnologicamente avanzate, perché risultano grandi il doppio di altre che sprigionano potenze superiori a 250 Mw?».
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