Il Tirreno

Rubano in lavanderia: arrestati

Rubano in lavanderia: arrestati

I tre marocchini sono stati sorpresi con la biancheria a Montignoso

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MONTIGNOSO. Avevano caricato in macchina due grossi sacchi pieni di biancheria "trovati" davanti a una lavanderia e stavano per mettere in moto e darsela a gambe, ma sono stati fermati da una volante della polizia. Gli agenti hanno chiesto cosa ci facessero lì di notte e loro hanno cominciato a farfugliare. Un controllo al terminale e la scoperta che quei tre marocchini avevano una sfilza di precedenti. Il triplice arresto è avvenuto la scorsa notte. E ieri mattina il questore Girolamo Lanzellotto ha voluto chiamare immediatamente il sindaco di Montignoso, visto che la lavanderia si trova poco distante dall'aeroporto e visto che il primo cittadino nelle scorse settimane si era lamentato per l'impennata di furti senza colpevole: «Volevo istituire un servizio di vigilanza privata - dice Buffoni - invece ho ottenuto maggiori controlli. Sono conteto così». E in effetti la volante era lì proprio perché le forze dell'ordine hanno recepito la richiesta di sicurezza di villa Schiff e hanno aumentato la loro presenza.  Ma torniamo all'arresto dei tre marocchini, tutti pluripregiudicati per delitti contro la persona, il patrimonio e lo spaccio di stupefacenti. La volante stava transitando in viale Marina, quando ha notato un'autovettura di colore nero parcheggiata di fronte a una lavanderia con una persona seduta al posto guida e altre due impegnate a mettere sui sedili posteriori due grossi sacchi. Insospettiti, gli agenti hanno chiesto i documenti al terzetto. I nordafricani hanno tentato di giustificarsi dicendo che dovevano ritirare degli indumenti che avevano portato a lavare e che potevano farlo solo a quell'ora perché lavoravano fino a tardi. Una scusa che faceva acqua più del Titanic, tanto che i poliziotti hanno iniziato a chiedere alla centrale notizie su quei tre individui. Ed ecco che il terminale sputa una sfilza di precedenti da non lasciare dubbi sulle loro intenzioni.  A quel punto serviva la verifica. Puntualmente arrivata: il titolare della lavanderia, notando la pattuglia, si era avvicinato al suo negozio e chiedeva informazioni. L'uomo riconosceva senza ombra di dubbio i due sacchi all'interno dell'abitacolo come quelli contenenti un set di asciugamani di uno stabilimento balneare del Cinquale (c'era perfino il logo del bagno), che gli avevano lasciato altri clienti. Ai tre extracomunitari veniva, quindi, chiesto di aprire anche il bagagliaio e spuntava un ulteriore sacco, simile ai precedenti, contenente la stessa biancheria. Per un valore totale stimato dal titolare della lavanderia in circa 1.500 euro. All'interno dell'auto quelli della volante trovavano diversi coltelli da punta e da taglio di varia fattezza e lunghezza (uno multiuso, uno a serramanico, e due a lama fissa seghettata) ed una catena metallica ad anelli della lunghezza di tre metri. Armi che sono state sequestrate. Poi scattavano le manette per tutti e tre i marocchini con l'accusa di furto aggravato in concorso.

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