Il Tirreno

Rischio tasse per gli edifici rurali

Gabriele Dini
La sede dell’Agenzia delle Entrate di Massa. Sopra un cittadino che compila alcuni moduli per l’Ici
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La sede dell’Agenzia delle Entrate di Massa. Sopra un cittadino che compila alcuni moduli per l’Ici

Scadenza vicinissima: per migliaia di proprietari esenzioni in bilico

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 CARRARA. Rischio caos per gli edifici rurali. Entro venerdì, infatti, migliaia di proprietari di abitazioni rurali e di altri immobili a uso agricolo dovranno presentare i moduli per il riaccatastamento. Il pericolo, per chi non rispetta la scadenza imposta dal decreto ministeriale del 21 settembre, è di perdere le esenzioni Irpef e Ici. Le associazioni di categoria sul piede di guerra per i tempi troppo stretti.  Un decreto del governo per mettere ordine in un settore - quello degli edifici rurali - in cui la confusione, come riconosciuto anche da alcune sentenze della corte di Cassazione, regna sovrana. Ma anche se le intenzioni erano buone, il risultato rischia di essere un mezzo disastro. Il decreto emanato il 21 settembre ha dato infatti ai proprietari degli edifici solo una settimana di tempo per mettersi in regola scatenando le proteste delle associazioni dei coltivatori che hanno chiesto una proroga.  Secondo le stime di Coldiretti, gli edifici interessati sul territorio di Massa-Carrara dovrebbero essere 3- 4mila.  Le nuove regole. Il decreto del ministero dell'Economia stabilisce le regole attuative per stabilire la nuova categoria catastale per gli edifici rurali. In particolare le abitazioni rurali (cioè, per esempio, le case dove vivono gli imprenditori agricoli o i loro coadiuvanti) dovranno essere riaccatastate nella categoria A/6 mentre per i fabbricati rurali strumentali (cioè, per esempio, quelli usati per attrezzi o materiali) dovranno finire in D/10.  Fino a pochi mesi fa queste due categorie non venivano più utilizzate, per alcune difficoltà interpretative delle norme. «Per le case - spiega Gianni Donati di Coldiretti - per esempio si prevedeva il bagno esterno: una regola che si riferiva alle usanze di decenni fa».  Gli edifici negli ultimi anni erano stati distribuiti su diverse categorie. Ora, per mettere ordine nel sistema fiscale e accogliere le richieste della cassazione, il governo ha deciso di far confluire gran parte degli edifici interessati nelle due vecchie categorie.  Cosa fare. Per mettersi in regola e mantenere i benefici fiscali i proprietari degli immobili devono presentare alcuni documenti all'agenzia del territorio entro venerdì.  Tutti i proprietari di immobili già accatastati nelle altre categorie, che abbiano i "requisiti di ruralità" previsti nel decreto 557 del 1993, dovranno presentare ai locali uffici dell'Agenzia del Territorio una domanda di variazione della categoria catastale perché venga attribuita una nuova categoria. Come già detto si tratta della A/6 A/6, (con la classe R istituita con il decreto) per le abitazioni; la categoria D/10 per i fabbricati strumentali. Gli immobili in D/10 manterranno la rendita già attribuita. documenti.  Oltre alla domanda, tra i documenti da inoltrare all'Agenzia, bisogna anche aggiungere un'autocertificazione che indichi che l'immobile è in posseso dei requisiti dal quinto anno precedente la domanda. I due moduli per domanda e autocertificazione possono essere trovati in allegato al decreto ministeriale. Come consegnare i documenti. La richiesta può essere consegnata all'ufficio locale dell'Agenzia del territorio del Territorio, oppure inviata per posta (con raccomandata con avviso di ricevimento). Possibile inviare i documenti anche via fax o posta elettronica certificata. Sul sito dell'Agenzia del Territorio (www.agenziaterritorio.gov.it) si può trovare una specifica apllicazione che consente di compilare la domanda online. Chi invia il materiale con questa modalità entro il 30 settembre dovrà poi consegnare il resto della documentazione, secondo le regole sopraindicate, agli uffici entro 15 giorni.

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