Il Tirreno

Ennesima udienza in tribunale a Massa

Pignone, malati d'amianto Parlano operai e parenti

Pignone, malati d'amianto Parlano operai e parenti

1 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. In tribunale si è tornati a parlare di amianto. Il processo, per lesioni colpose, vede alla sbarra tre responsabili (Pizzini, Cagnoni, Angelini) della Nuovo Pignone che si sono succeduti al comando dello stabilimento. L'accusa per i tre imputati è di lesioni colpose. Gli ex operai e i loro parenti, con l'assistenza dell'avvocato Nicoletta Cervia (nella foto), anche ieri sono stati precisi e puntuali nella loro ricostruzione di quanto avveniva nello stabilimento: hanno ricordato il pulviscolo «che brillava» che era sempre presente nelle stanze dove si trovavano loro.  Hanno anche detto al giudice De Mattia di quel particolare tipo di saldatura che prevedeva nell'impasto polvere di amianto.  Nelle scorse udienze qualcuno ha ricordato di aver visto smaltire dei residui di lavorazione nel Frigido. Una storia che in tribunale è già stata sentita. Dichiarazioni che fanno a pugni con quanto detto qualche udienza fa dai due periti della difesa, a loro è toccato il compito di perorare la tesi dell'azienda. E cioè che le malattie che hanno intaccato la salute delle tute blu non sono state causate dagli ambienti di lavoro, ma che sono dovute a mille altre motivi.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze