Il Tirreno

La rabbia delle persone che abitano vicino al circolo Flush

«Non riusciamo a dormire, ma nessuno chiude quel locale»

Il circolo Flush al centro di proteste e di sequestri da parte della polizia
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Il circolo Flush al centro di proteste e di sequestri da parte della polizia

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 MASSA. «Adesso basta, ci sentiamo presi in giro. Prima hanno sequestrato le chitarre perché la musica era troppo alta, ora il bigliardino perché i ragazzi esultavano ogni volta che facevano gol. Ma nessuno decidere di chiudere il locale, vogliamo sapere perché?». A lamentarsi sono le persone che abitano nei pressi del Flush, il circolo che viene accusato di fare troppo rumore.  I vicini hanno presentato un esposto contro il Flush qualche giorno fa. L'ennesimo. La procura come sempre aveva chiesto il sequestro del locale, invece sono arrivati i sigilli al bigliardino. Comunque già che c'erano gli agenti hanno anche messo i sigilli a un impianto stereofonico perché c'era un precedente provvedimento contro quel circolo che ne impediva la diffusione di musica.  In un precedente controllo era stato sequestrato un altro impianto stereofonico e degli strumenti musicali, in quanto il gestore dell'esercizio aveva consentito la diffusione di musica tale da recare disturbo alle persone. Ma evidentemente non è servito a far moderare i rumori.  «Noi ci sentiamo presi in giro - concludono i residenti -. Presentiamo esposti su esposti, ci viene garantito che quel locale chiuderà i battenti e invece alla fine lo troviamo sempre aperto. Qualcuno ci spieghi questo mistero, ma soprattutto qualcuno ci restituisca la quiete che ci hanno portato via da troppo tempo ormai».

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