Il Tirreno

Lavaggio, Tesimag rifiuta l'incarico

Cinzia Carpita
Da sinistra in primo piano l’ufficiale giudiziario Grimaldi e l’avvocato Fantoni
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Da sinistra in primo piano l’ufficiale giudiziario Grimaldi e l’avvocato Fantoni

Non può potenziarlo, è già occupata su quello nuovo a Miseglia

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 CARRARA. Clamorosa fumata nera al lavaggio-camion di Torano: la Tesimag che ha progettato, per conto del Ctu del tribunale, il potenziamento dell'impianto, alla richiesta dell'ufficiale giudiziario se intendeva accettare l'incarico di fare i lavori non eseguiti dal Comune, ha detto «no».  Gli atti tornano in toto al giudice Maurizio Ermellini, che il 21 ottobre prossimo dovrà esaminare il ricorso del Comune sia contro l'ordinanza (14 marzo 2011) con cui ha imposto all'ente locale il potenziamento del lavaggio di Torano; sia contro quella precedente del giudice Bartolini (24 aprile 2008).  Il Comune chiede che vengano modificate, tenendo conto che ormai sono in corso i lavori delle nuove pese con impianto di lavaggio a Miseglia inferiore, che - ha detto Sara Vannucci amministratore delegato di Tesimag - «sarà consegnato entro il 10 dicembre».  Rabbia e delusione da parte del comitato Sos Carrara e dei legali dei cittadini, avvocati Paolo Pasquali e Antonio Macchiarini che ha commentato: «I forti vincono, i deboli perdono». «Siamo al punto di partenza. Sono anni che mangiamo e respiriamo polvere» hanno detto i cittadini che si erano radunati davanti al lavaggio di Torano, dove si sono recati ieri pomeriggio l'ufficiale giudiziario inviato dal giudice, dottoressa Marinella Grimaldi (per dare attuazione all'ordinanza di marzo), il direttore generale del Comune Marco Tonelli con l'avvocato Sonia Fantoni che ha consegnato all'ufficiale copia del ricorso del Comune. C'era anche il consulente del ctu, dottor Andrea Lomi, con Sara Vannucci e Piero Vannucci della Tesimag. La ditta, ha avuto incarico dalla società vincitrice dell'appalto per l'impianto a Miseglia bassa (da dove parte la via dei marmi), di occuparsi della costruzione del lavaggio. E questo impegno le impedirebbe oggi di poter calendarizzare i lavori a Torano (che circa un anno fa, erano stati previsti in 4 mesi dall'avvio delle opere).  Inizialmente la Vannucci ha anche chiesto chi li avrebbe pagati quei lavori di potenziamento. Infatti l'amministrazione comunale non ha mai nascosto che c'è anche il problema di fare gli atti, di inserire a bilancio i 75mila euro preventivati nel progetto di potenziamento (spendibili col patto di stabilità?). Una spesa che l'ente locale ritiene superflua, visto che ormai il traffico pesante fra qualche mese sarà spostato a est della città, e visto anche che, parola di Tonelli, a febbraio e comunque al decollo del nuovo impianto, «quello di Torano sarà dismesso».  Ma i cittadini sono infuriati dopo mesi e mesi di battaglie contro le polveri sottili.  Mentre i camion del marmo transitavano attraverso i getti d'acqua, scendendo verso viale Potrignano e la Lugnola (postazione di controllo dei vigili urbani vicino al cimitero di Marcognano), l'ufficiale giudiziario ha voluto rendersi conto personalmente del funzionamento di quell'impianto. Ha preso atto che viene lavata solo la parte bassa dei camion, mentre il giudice Ermellini ha disposto che debba essere pulita anche la parte più in alto. Il Comune non lo ha fatto.  Così, il potenziamento tecnico resta sulla carta. E la dottoressa Grimaldi ha messo a verbale che dovendo essere modificato l'impianto, al momento non c'è però alcuna ditta assegnataria dell'opera.  La Tesimag srl ha rifiutato l'incarico, e quindi l'ufficiale giudiziario, rimetterà gli atti al giudice competente, per i provvedimenti che questi riterrà necessari.

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