Il Tirreno

Calano i clienti delle imprese agro-alimentari

Luca Menconi
Calano i clienti delle imprese agro-alimentari

Dato allarmante fornito dalla indagine di Confartigianato su 252 aziende

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FIVIZZANO. Una situazione allarmante per le imprese agro-alimentari della provincia. É quanto emerge dalla nuova indagine svolta da Confartigianato, con la collaborazione della Camera di Commercio su 252 imprese locali e sui consumi di 72 famiglie. Le imprese, che spaziano dalla produzione (come aziende agricole, panifici, pasticcerie e gelaterie) ai servizi (ristorazione, fast food, bed & breakfast, etcc...), hanno riscontrato un calo della clientela fra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 nel 78% dei casi (consistente e marcato per il 46%).  A diminuire significativamente, per gli addetti ai lavori, sono principalmente i clienti di passaggio, sia stranieri (36%) sia italiani (26%), con conseguente riduzione del personale nel 52% degli intervistati. Altrettanto cupe sembrano le prospettive per il prossimo futuro, dato che, per l'82%, la crisi economica in atto continuerà ad avere impatto sull'andamento delle loro aziende, non è prevista, per l'82%, nessuna nuova assunzione di personale, preferendo utilizzare i lavoratori occasionali (76%) e non si calcolano, per il 66%, nuovi investimenti produttivi.  Difficoltà per le piccole imprese agro-alimentari ulteriormente aggravate, oltrechè dalla crisi, anche dalla grande distribuzione che, sul territorio provinciale, si sta sempre più affermando. Fra le ragioni scelte dalle famiglie per dare le proprie preferenze ai supermercati vi sono i prezzi più competitivi (62% del totale), un maggior assortimento dei prodotti (58%) e la comodità di ampi parcheggi (34%).  In ogni caso, resta ferma, nell'indagine di Confartigianato, la garanzia dell'offerta qualitativa dei piccoli negozi locali, con conoscenze diffuse, attorno al 90%, dei vari marchi (Doc, Dop e Igp - indicazione geografica protetta), con partecipazione a corsi specifici di formazione e predisposizione di manuali di autocontrollo, nell'84% dei casi, e con la pratica dell'etichettarua dei cibi, affermata in maniera capillare. Prossima è l'entrata in vigore di una nuova forma di certificazione europea, sulla base del decreto 1878 del maggio scorso, che, però, suscita qualche riserva nei responsabili della Confartigianato carrarese.  A definirsi sconcertato è il segretario Gianfranco Oligeri, per il quale «queste normative finiscono per eccedere nella regolamentazione di un settore, come quello alimentare, già ampiamente controllato, che potrebbero portare a proteste e a un caos non voluto».  Proprio per questo, Confartigianato prevede di organizzare opportune assemblee, dove informare le diverse piccole imprese sulle nuove norme in materia.

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