Finanza
Sequestra e violenta giovane prostituta: maxicondanna
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Il pronto soccorso: qui la giovane riuscì a chiedere aiuto L'aveva anche picchiata e costretta con minacce di morte a rapporti non protetti in auto e in casa
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CARRARA. Ha sequestrato, violentato, picchiato una giovane prostituta nigeriana di vent'anni, prima in auto a Sarzana, poi in casa ad Avenza, minacciandola che le avrebbe tagliato la gola con un coltello se avesse chiesto aiuto. Per Roberto Cimino, un carrarese di 39 anni, attualmente disoccupato e già in carcere proprio per questo drammatico episodio, è arrivata una condanna esemplare davanti al gup del tribunale della Spezia: undici anni e otto mesi, oltre al pagamento delle spese processuali e la permanenza in carcere; alla giovane vittima di simili efferate e odiose violenze, è andata una provvisionale di ventimila euro, che ovviamente lasciano aperta l'eventuale causa civile di risarcimento. Non saranno certamente i soldi a poter far dimenticare quella giornata da incubo vissuta dalla giovane prostituta nigeriana, caricata da Cimino a Marinella su una Twingo, per altro rubata. A quanto sembra, la giovane - che abita in Emilia - il 5 marzo scorso sarebbe stata avvicinata da Cimino, che si sarebbe offerto di accompagnarla alla stazione di Sarzana in cambio di una prestazione sessuale. La giovane avrebbe accondisceso poi però, quando lui - una volta appartati - avrebbe preteso di procedere senza protezione, lei si sarebbe rifiutato. E qui, si è scatenata la reazione terribile del nostro concittadino: subito a Sarzana, le ha sferrato un pugno al volto, l'ha presa per i capelli e poi sbattuto il capo contro il muro; trascinandola per i capelli, l'ha costretta a salire in auto, le è saltato addosso e, senza protezione, l'ha violentatae. Sempre in macchina, l'ha portata in un luogo isolato nei pressi di Carrara e minacciandola l'ha riviolentata. Non contento, l'ha portata a casa, ad Avenza, e qui l'ha ripicchiata e riviolentata, tenendola sotto sequestro fino alle 16 circa. A quel punto, ha avuto un sussulto di lucidità: in autobus - non in auto - l'ha portata al pronto soccorso, provando a dire che la 20enne nigeriana era caduta (la giovane aveva trauma cranico, lesioni, tumefazioni). Ma appena ha avuto la possibilità, la donna ha chiesto aiuto a un medico, poi l'arrivo dei carabinieri e per Cimino era scattato l'arresto. Il giudice Giuseppe Paviche aveva chiesto il giudizio immediato, l'avvocato difensore Alessio Menconi ha invece chiesto e ottenuto l'abbreviato, ottenendo così uno sconto di un terzo della pena. Ma la condanna è stata davvero esemplare, superiore a quanto chiesto dal pm Caporuscio (10 anni). A pesare anche la recidiva specifica infraquinquennale. L'avvocato difensore Alessio Menconi preannuncia appello, in quella sede cercherà di far valere per attenuare la pena, il cosiddetto "ravvedimento operoso" del suo assistito, nel momento in cui ha accompagnato la giovane donna all'ospedale.
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