Nuovo salasso per gli automobilisti
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IN ATTESA DI UN COMPRATORE. Auto in sosta prima di essere consegnate alle concessionarie Oltre all'Iva, aumenti vertiginosi dell'imposta di trascrizione
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MASSA. Ci conviene andare a piedi: mantieni la forma e non ti ritrovi con il portafoglio vuoto. Perchè l'auto è un vero salasso: benzina sempre più cara, pedaggi autostradali che aumentano da un giorno all'altro. Senza dimenticare bollo, tagliandi, gomme che si usurano. Ci mancava solo la mazzata del Governo: la manovra fiscale, infatti, dà il via libera all'aumento dell'Iva (dal 20 al 21%) e dell'Ipt. Un nuovo salasso. Così se fino a pochi giorni fa l'imposta provinciale di trascrizione (l'Ipt appunto) costava a massesi e carraresi 196 euro, adesso la cifra si impenna. Il criterio è, seppur indirettamente, reddituale: più l'auto è potente, più paghi. Si arriva a cifre niente male, ben oltre i 600 euro. E si spende parecchio anche per macchine che non possono certo essere definite lussuose. Come funziona. Le auto, per legge, devono essere iscritte al pubblico registro automobilistico, quello che tutti conosciamo come Pra. Bene, per quell'iscrizione, al momento dell'acquisto della vettura, dobbiamo pagare un'imposta. Soldi che finiscono nella casse della Provincia. In realtà, è lo Stato a definire una cifra minima, lasciando, però, alle Province la libertà di imporre un incremento, fino ad un massimo del 30%. Quattro anni fa agli enti locali è stato chiesto di stabilire gli aumenti e Palazzo ducale ha optato per il massimo: il 30%, appunto (La Spezia 20%, Lucca 30%, Firenze nessun aumento). Quella scelta adesso fa sentire i suoi effetti: il Governo, con la manovra fiscale, lega la cifra minima ai chilowatt, vale a dire alla potenza del motore. Risultato? Un'impennata dell'Ipt. E per sborsare parecchio non serve la fuoriserie. Fino ad una settimana fa chi comprava una macchina nuova pagave 196 euro. In realtà il criterio della potenza già esisteva, ma per un complesso sistema di fatturazione e scarico dell'Iva, non era applicato. Compravi una city car e pagavi 196 euro, sceglievi una berlina con interni in pelle e 200 cavalli, sempre 196 euro. Adesso la cosa si complica. Per le auto fino a 53 Kw, quelle più piccole e con motore meno potente, la cifra rimane invariata, dal 54esimo kw scatta un diverso meccanismo. Lo Stato fissa un'imposta pari a 3,51 euro per ciascun kw, che - considerato l'aumento del 30% deliberato dalla Provincia nel 2007, passa a oltre 4 euro e mezzo (4,563) a Kw. Chiaro che una macchina con un cilindrata 1600-1800 abbia più - a volte parecchio di più- di 53 cavalli. Un 2000 ne ha spesso 140, 170. E per 140 Kw ci vogliono 638 euro. Ma basta che l'auto ne abbia 54 per pagare un'Ipt da 246 euro (50 in più di quanto si sfilava dal portafoglio fino ad una settimana fa). Gli effetti. Una cattiva notizia sia per gli automobilisti, sia per i concessionari massesi, considerato anche che a La spezia l'aumento, rispetto alla cifra imposta dallo Stato, è del 20%. Se noi spendiamo 250 euro per 55 kw, in quel di Liguria ne sborsano 231. Massimo Pozzoli è il direttore del pubblico registro automobilistico, è lui a spiegare che «in media gli aumenti dell'Ipt si aggirano intorno al 30%. Il legislatore - aggiunge - non si rende conto che quello dell'auto è un settore che ha bisogno di crescere». Le concessionarie non improvvisano bilanci: all'Autotecnica (Opel) spiegano che «la nuova Ipt è entrata in vigore da pochi giorni. Certo è che per le auto di fascia media - sintetizza Giuseppe Andreazzoli della Toyota - «immatricolare diventa impossibile». Anche quandoi si parla di auto, quindi, la classe media fa i conti con la stangata.
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