Gioco
La maxi-commessa per lAustralia. «Limpatto equivale a 68 auto a benzina»
Il Pignone: non inquiniamo
◗
I maxi-moduli da 2.300 tonnellate in costruzione ad Avenza: il primo sarà pronto a marzo 2012 Operazione trasparenza, ecco i dati del gas che sarà utilizzato
4 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. Il Nuovo Pignone lancia l'operazione trasparenza e apre le porte del mega-insediamento di viale Zaccagna: un'area di 40mila metri quadrati, grande quasi quanto sei campi da calcio, in cui stanno prendendo forma i cinque colossali moduli da 2.300 tonnellate destinati al paradiso terrestre delle Barrow Island, Australia, oasi superprotetta. Una commessa - capofila la multinazionale del petrolio Chevron - complessivamente da 1,1 miliardi di dollari. Produranno l'energia per sfruttare il più grande giacimento di gas naturale al mondo, e sono assemblati proprio qui, chiavi in mano, per ridurre al massimo l'impatto sull'oasi australiana. Cinque manufatti di acciaio, ferro e tecnologia: il cuore è una superturbina da 130 megawatt, sufficiente a generare energia elettrica domestica per 40mila appartamenti. Andiamo subito al punto chiave: l'allarme inquinamento. L'ACCENSIONE: 15 ORE L'ANNO PER CIASCUNA TURBINA. Le cinque maxiturbine, secondo i piani del Nuovo Pignone - General Electric, saranno tutte collaudate nel 2012, il prossimo anno. Sono turbine a gas metano: da contratto, il committente (la Chevron) chiede di verificarne il funzionamento, qui in loco, per tre ore di fila. Per arrivare al collaudo con la certezza di non avere problemi, i tecnici del Pignone - in prima fila il direttore generale dello stabilimento di Massa nonché presidente di Assindustria Giuseppe Baccioli e Davide Iannucci, capo divisione Moduli - contano di fare accensioni per un'altra dozzina di ore per ciascuna turbina. Nel momento del collaudo, la turbina consuma 18mila metri cubi di gas all'ora; nel giorno del collaudo, saranno quindi 54mila metri cubi complessivamente. Ma a quanti inquinanti corrispondono questi consumi? I tecnici hanno fatto preparare uno studio all'Università di Firenze proprio per rispondere a questo quesito: ebbene, fra Co2 (biossido di carbonio), Co (Monossido di carbonio), Ossido di azoto e Pm10, le emissioni previste nel 2012 porteranno nell'atmosfera apuana l'equivalente di 68 automobili di 2.000 di cilindrata euro 4, cioé non di ultima generazione. E comunque, si ribadisce, le emissioni di ossido di azoto saranno dieci volte inferiori ai limiti imposti dalla legge per i valori medi annui e per i massimi orari. INVESTIMENTI E QUARANTENMA. Solo per risistemare l'area di viale Zaccagna, che fu acquisita da Nuovo Pignone nel 1980 e utilizzata già in passato per costruire o assemblare grandi turbine o maxi-compressori, l'investimento è stato di una quindicina di milioni di euro, fra problematiche legate al Sin ed esigenze di consolidare il terreno, per renderlo in grado di accogliere questi giganteschi manufatti. Non solo, il fatto di dover inviare le superturbine in Australia, e per di più in una oasi protetta, ha aperto un ulteriore fronte, quello della "quarantena". In sostanza, tutto deve essere pulito, senza residui organici o agenti potenzialmente inquinanti, anche di natura vegetale. Uno sforzo ulteriore, un impegno che costringe tutti a un surplus di attenzione (nel cantiere non si mangia, ci sono anche sirene speciali per allontanare i gabbiani tipo aereoporto), ma il risultato è quello di una grande pulizia diffusa. Maggiore attenzione si traduce anche, secondo i tecnici Pignone, in una minore incidenza degli infortuni, per questo pensano di continuare ad adottare gli stessi standard anche quando le commesse non saranno destinate all'esigentissima Australia. GIÀ ACQUISITE ALTRE DUE COMMESSE. Il primo gigantesco manufatto (2.300 tonnellate di peso, alto 28 metri, largo 22 e lungo 50) sarà pronto a marzo, poco meno di due mesi dopo il secondo, l'ultimo indicativamente entro marzo 2013. E dopo? Per il dopo, c'è fiducia: «Qui - spiegano Baccioli e Iannucci - siamo in grado, unici al mondo di mettere insieme l'eccelleza della tecnica delle turbine, o dei compressori, con la qualità di un assemblaggio chiavi in mano seguito direttamente da noi. Solo con la qualità possiamo competere con la concorrenza del Sud-Est asiatico: d'altra parte, una volta a regime, grazie a questi nostri impianti sarà estratto in Australia gas per un valore di circa un milione di dollari l'ora. E questi sono impianti che durano almeno 25 anni». Proprio grazie alla qualità e alla logistica, sono state già acquisite altre due commesse, anche se di dimensioni inferiori all'operazione "Gorgon" delle Barrow Island: due moduli andranno nel Mare del Nord, due nel Queensland sempre in Australia ma non in una riserva naturale. «Ma quasi ogni settimana, ci sono visite qui ad Avenza di potenziali clienti, speriamo in bene». Obiettivo, dare continuità a un investimento multi-milionario. M.B.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
