Il Tirreno

Cento posti, manca il via libera dalla Regione

Il direttore del Nuovo Pignone Giuseppe Baccioli
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Il direttore del Nuovo Pignone Giuseppe Baccioli

Faranno "training" sul campo e 66 avranno il posto definitivo

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 CARRARA. Sui posti di lavoro e sulle prospettive, i dati sono già noti ma sono stati ribaditi, per fare ulteriore chiarezza. A pieno regime, l'insediamento di viale Zaccagna vale 250 posti di lavoro, 50 per ognuno dei cinque moduli da costruire. Ad oggi, lavorano circa 180 persone, di cui circa 120 diretti e il resto nell'indotto. Per quanto riguarda i neo-assunti, specifici per il progetto "Gorgon" - così si chiama la maxi-commessa per la Chevron in fase di realizzazione - sono 96, tutti giovani o cassintegrati. 19 direttamente dal Nuovo Pignone, 60 dalle ditte dell'indotto (l'assemblaggio dei moduli è stato vinto dal Consorzio Toscana Costruzioni) e i restanti nel settore logistico (guardianaggio, portineria).  Restano in ballo i 100 posti di "training on the job", ovvero insegnamento durante il lavoro, quelli per i quali vi sono le maggiori aspettative. Come noto, il Nuovo Pignone cerca saldatori, tecnici elettricisti, montatori meccanici. La raccolta dei curriculum ad Assindustria è tuttora in corso, poi ne saranno scelti 100 che faranno un corso di formazione "sul campo" di almeno 600 ore. Dei 100 prescelti, è previsto che 66 avranno un contratto a tempo indeterminato: «Stiamo aspettando che la Regione dia il via libera al progetto di formazione - ribadisce il direttore Baccioli - poi potremo partire con il training on the job».   BACCIOLI: LAVORO INNANZITUTTO. Il direttore Baccioli, che è anche presidente di Assindustria, non ha dubbi: «Guardate, noi abbiamo adottato ogni cautela possibile e dal punto di vista ambientale possiamo rassicurare tutti. Stiamo facendo investimenti che a regime saranno di 60 milioni di euro, la mano d'opera sarà il più possibile locale: questa è un'opportunità straordinaria per tutti, il mercato globale dell'oil and gas è in espansione, e per l'estrazione serviranno sempre più impianti come quello che stiamo realizzando qui. Solo se saremo compatti e sfrutteremo le nostre potenzialità anche logistiche, saremo in grado di generare lavoro, occupazione, opportunità. Altrimenti, i competitor del Sud-Est avranno il sopravvento». M.B.

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