Sicurezza
Caro mensa, scende in campo la Cgil
C.S.
◗
LASAGNE FUMANTI. Le cuoche servono il pasto (foto di archivio) La Bernieri chiede un incontro a Pucci: vogliamo saperne di più
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA. Siamo a quota 600. Sono centinaia le mamme che, penna in mano, hanno aggiunto il loro nome nella lista di chi dice "no" al caro mensa. Tante e pronte a portare la protesta - vocifera qualcuno - sotto il Comune. Con uno scopo: annullare la delibera che introduce le nuove tariffe e rimandare tutto al prossimo anno scolastico. Certo l'obbiettivo è ambizioso. Ma mamme e papà un primo risultato lo portano a casa: con loro adesso c'è la Cgil. Non che il sindacato alzi le barricate contro Palazzo civico, ma nella questione vuole vederci chiaro. Parola della segretaria provinciale Patrizia Bernieri: «Abbiamo chiesto un incontro con l'amministrazione per capire meglio». Certo, il sindacato sa bene che sono tempi duri, ma non può davvero digerire l'idea che a rimetterci siano i cittadini. «La nostra intenzione - Patrizia Bernieri chiarisce il concetto - è ottenere un incontro che sia occasione per il confronto e la condivisione delle scelte, su un tema delicato come quello delle mense scolastiche». Perchè - continua la segretaria provinciale - «Roma non può pensare - e si riferisce alla manovra fiscale - che la crisi sia interamanete scaricata sulle spalle dei cittadini». Insomma, il Governo taglia, i trasferimenti ai Comuni si riducono, ma Palazzo civico non può affidarsi alle forbici. O comunque deve fare il possibile per evitarlo. I genitori, dunque, segnano un punto: non sono gli unici a voler vedere chiaro sui pasti serviti ai loro bambini, con loro c'è anche la Cgil. I genitori non demordono: i fogli per apporre la firma contro il caro mensa passano da una cartella all'altra, da una casa all'altra. Un ininterrotto tamtam che avrebbe già coinvolto 600 famiglie, 700 vocifera qualcuno. Ieri pomeriggio, sui banchi delle aule, si sono seduti anche mamme e papà: a fine lezione hanno organizzato incontri per mettere a punto le prossime mosse. Primo passo: incontrare a breve il sindaco Pucci e l'assessore all'istruzione Carmen Menchini e chiedere loro di ripensare agli aumenti. «Proponiamo - spiega una mamma di Forno, sostenitrice della prima ora della protesta - che si applichi il sistema in vigore lo scorso anno. Da parte nostra siamo disposti a sederci intorno ad un tavolo, stiamo creando una rete con rappresentanti per ogni scuola. Delgati per ciascun istituto protrebbero condividere un percorco con l'amministrazione che porti a riparametrare le tariffe. Mai stati contrari al criterio reddituale, ma la condivisione è un presupposto imprescindibile». E davanti alle scuole c'è chi parla di proteste eclatanti nel caso Palazzo civico non fosse disposto al confronto: «Se non saremo ascoltati - continua la mamma di Forno - valuteremo di sospendere il pagamento, per dare evidenza alla nostra protesta e polarizzare l'attenzione delle istituzioni». Insomma, le famiglie fanno sul serie e si preparano alla protesta "pacifica" contro il caro mensa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
