300 firme contro il caro mensa
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AL BANCO DELLE FIRME. Le mamme fanno volantinaggio durante la festa nel parco della Rinchiostra I genitori creano un comitato: la crisi non possono pagarla i bambini
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MASSA. Non hanno intenzione di demordere. E al grido "l'unione fa la forza", le mamme fanno fronte compatto e passano dalle parole ai fatti. Sono aumentate le rette delle mense, non si sa quando partirà il servizio? Bene, noi «ci mettiamo insieme, raccogliamo firme e dimostriamo all'amministrazione di portare avanti una battaglia condivisa. A favore dei più piccoli». Una vera e propria rete che coinvolge tutte le scuole cittadine, da Forno a Bondano, passando per Ortola. E, per promuovere l'iniziativa, le mamme scelgono un posto davvero particolare: si armano di banchetto, carta e penna e traslocano al parco della Rinchiostra. Così alla festa "eco" che punta a "Tutta un'altra città", ci sono anche loro. Perchè anche loro immaginano una Massa diversa. Se per una città rinnovata c'è chi propone prodotti biologici e chi invita al riuso, mamme e papà prospettano una società in cui «a pagare la crisi non sia l'anello più debole della catena, i bambini». Vogliono capire il perchè degli aumenti e sapere «quando inizierà il servizio mensa visto - aggiungono - che la data del 3 ottobre non è stata ufficializzata». E la firma la mette anche chi non ha figli. E sono tanti a condividere la battaglia dei genitori: in poco più di una giornata, oltre 300 persone hanno messo nero su bianco il loro dissenso. E chi presidia il banco (e preferisce non dire il proprio nome: «Evitiamo protagonismi») garantisce che ad apporre la firma sono stati anche cittadini che con la mensa scolastica hanno poco a che vedere: «Siamo una comunita - spiega la madre di un piccolo alunno - la sorte dei bambini e le spese che gravano sulle famiglie hanno effetti, più o meno immediati, su tutti». A chi vuole saperne di più le combattive mamme allungano un volantino. E spiegano a chiare lettere che quello che le fa più arrabbiare non è l'applicazione di un criterio reddituale (esenti fino a 5mila euro di Isee, poi dai 4 euro a pasto fino a 8,5). «Nonostante i limiti di un parametro come l'Isee - chiariscono - riconosciamo giusto che a pagare di più sia chi ha di più». Le loro contestazioni sono altre: «È il metodo scelto dall'amministrazione che non ci va giù - ammette una giovane mamma - e non soltanto perchè abbiamo scoperto le nuove tariffe a scuola già iniziata, ma anche perchè - aggiungono - è mancata la concertazione, il coinvolgimento delle famiglie. Sulle nuove tariffe e sull'inizio del servizio non è ancora arrivata una circolare ufficiale, possibile - si sfogano - che si debba scoprire come stanno le cose dalla stampa». Sanno bene, i genitori, che la crisi morde, sono consapevoli dei tagli agli enti locali, ma dal Comune si aspettavano «trasparenza e partecipazione». Lo ribadiscono nel loro volantino: «Se da un lato non possiamo accettare la politica del Governo Berlusconi che, attraverso tagli e rincari, fa pagare la crisi ai cittadini, allo stesso modo non possiamo accettare che l'amministrazione Pucci operi nello stesso modo. Noi denunciamo - è quello il passo più forte - il tentativo di lucrare istituzionalmente sui pasti dei nostri bambini». Carmen Menchini, assessore alla cultura, ha più volte sottolineato l'impegno per garantire qualità del servizio e tutela delle fasce più deboli, ma a lei, all'amministrazione e al sindaco Pucci i genitori chiedono un incontro durante il quale «sia prodotta un'analisi dettagliata e credibile del costo di ciascun pasto servito nelle mense, in modo da poter verificare i costi realmente sostenuti e gli eventuali sprechi. Non permetteremo questo tentativo di drenare risorse sottraendole alla famiglie, al benessere e al futuro dei nostri figli. Non pagheremo - così chiude il volantino - la crisi prodotta da questa politica e da questa classe dirigente». Mamme combattive, dunque, che anche questa mattina saranno davanti alle scuola per proseguire volantinaggio e raccolta firme. Insomma - questo il concetto - se dobbiamo pagare di più e in base al reddito, vogliamo capire bene il perchè e dire la nostra. C.S.
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