La manifestazione
Pd, il correntone vuole le primarie
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Il presidente della Provincia Osvaldo Angeli I bersaniani (ma non solo) creano un'area di dissidenti
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MASSA-CARRARA. Non è una spaccatura anti-Rigoni, ma ci assomiglia: nel Pd nasce infatti un "correntone" di dissidenti, o anche di "diffidenti" come qualcuno ha precisato, fra il serio e il faceto. È un documento dirompente nei toni quello diffuso da molti volti noti del Pd, un testo nel quale si annuncia la nascita di un'area politico-culturale "democratica e riformista" e che, a seconda del seguito che avrà, potrebbe anche cambiare gli attuali equilibri. Molti dei firmatari sono della corrente bersaniana, perdente al congresso provinciale, ma i promotori assicurano di voler andare al di là delle contrapposizioni precedenti e di guardare avanti. Due i primi banchi di prova nei quali i promotori proveranno ad incidere: le amministrative di Carrara, per le quali sollecitano le primarie; e il voto di Massa, per il quale l'obiettivo abbastanza esplicito sembra quello di convincere il partito a riaccogliere l'attuale sindaco Roberto Pucci, o comunque di riavviare in fretta quelle forme di dialogo stretto che portino al superamento dell'anomalia di un partito, o almeno di sue componenti, in forte contrasto. I primi firmatari sono Osvaldo Angeli, presidente della Provincia, Stefano Alberti, consigliere comunale di Massa, Andrea Zanetti, vicesindaco di Carrara e consigliere provinciale, Lara Venè, assessore provinciale, Gian Maria Nardi, ex segretario provinciale Ds e candidato alle primarie di Carrara e, dell'area non bersaniana, l'ex sindaco di Montignoso Federico Binaglia e Piero Sacchetti, segretario comunale di Montignoso. LE CRITICHE. Il documento fondativo del correntone è tosto, e contiene vari punti di critica all'attuale leadership del Pd e in primis all'onorevole Andrea Rigoni e al segretario provinciale Cesare Leri. Ad esempio: «L'idea di un partito forte, che considera il pluralismo interno una ricchezza, capace però di fare una sintesi unitaria delle varie posizioni in una linea ben definita, è un modello che condividiamo. L'articolazione di sensibilità e visioni diverse in aree politico-culturali rappresenta un valore imprescindibile per una grande forza politica moderna qual è il Pd». La chiave di lettura sembra esplicita: più dialogo, anche con Pucci. «POCO DIALOGO INTERNO». Nell'analisi dello scenario locale, i "dissidenti" sono più esplicit ancora: «A poco più di un anno dal congresso, registriamo una forte carenza di discussione e di proposizione programmatica a livello provinciale. Carenze che hanno fatto sì che il partito fosse assente o scarsamente presente sui principali temi inerenti lo sviluppo economico ed il miglioramento dei servizi ai cittadini. La vita interna del partito di Massa-Carrara, denota un deficit di vitalità del dibattito e carenze nella rappresentazione del pluralismo. Le ragioni di dar vita ad un'area politico-culturale nascono dalla convinzione che solo attraverso il coinvolgimento di tutte le anime e sensibilità di cui si compone questo partito riusciremo a segnare una svolta e a far diventare il Pd l'elemento centrale di una più vasta alleanza di centro sinistra». Ed ecco la nota dolente: «Il fatto che il nostro partito non esprima il sindaco e sia all'opposizione nella città capoluogo, dà il segno di una difficoltà evidente che ha il Pd ad essere il vero elemento di traino di tutto il panorama politico provinciale». Insomma, pesa più non avere Massa che non Carrara, dove comunque ci fu il passaggio delle primarie. Aggiungono i promotori: «Immaginiamo un partito che non si sostituisca alle istituzioni, ma che al tempo stesso non sia, sulle questioni fondamentali, a rimorchio di scelte che vengono prese dalle singole amministrazioni, seguendo, spesso, logiche di campanile o settoriali. Vorremmo vedere un Pd protagonista nel rapporto con l'Amministrazione provinciale e le Amministrazioni comunali, nel tracciare una strategia chiara in tematiche centrali per il futuro del territorio, quali quelle dello sviluppo sostenibile e del lavoro a partire dalla reindustrializzazione del nostro territorio». DIALOGO E PRIMARIE. Ma si parla, fra le righe, anche di Carrara. Il correntone chiede più dialogo con la società e i giovani. E vuole «Un partito che sappia cogliere come una straordinaria opportunità di partecipazione lo strumento delle primarie, quale metodo principale di scelta delle candidature a tutti i livelli, da utilizzare obbligatoriamente per la scelta dei candidati nei sistemi elettorali senza preferenza. Un partito, infine, che non ha paura ad aprire un dialogo con quelle associazioni che oggi, per motivi contingenti, non hanno aderito alla nostra forza politica, ma che per storia, cultura e approccio politico vedono nel Pd la loro casa ed il loro approdo naturale». Insomma, primarie anche per il sindaco di Carrara. INCARICHI A TEMPO. I firmatari sollecitano per il Pd un ruolo «a servizio dei cittadini, piuttosto che come strumento per gestire il potere. Un partito in cui chi ricopre una carica nelle istituzioni lo fa per un tempo limitato (nello spirito dello statuto nazionale e regionale) e nell'interesse della collettività; capace di costruire con le altre forze politiche del centro sinistra momenti di confronto ed alleanze per il buon governo di questa Provincia». M.B.
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