Proteste
Fuori dal partito chi contesta lassessore che viaggia con auto blu e baby sitter
L'Idv caccia i dissidenti
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La baby sitter scende dallauto della Provincia Ma Musetti insiste: se ne vada. E Benedetti: è peculato
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MASSA. Tutti in difesa dell'assessore Sara Vatteroni. Ma Gianni Musetti della Destra non molla e annuncia: o l'assessore si dimette, o manifesteremo con le mamme sotto palazzo ducale. Il caso - così riassumibile: la Vatteroni ha una bimba di due mesi che allatta al seno. Per non rinunciare a svolgere il suo ruolo di assessore, quando usa l'auto blu si porta dietro la figlioletta e una baby sitter - fa dunque ancora discutere. Per l'Idv, partito in cui milita l'assessore, non c'è alcuna questione "morale" in tutto ciò. Ma la vicenda, sostiene Galeano Fruzzetti, coordinatore provinciale dell'Italia dei Valori «ha degli aspetti incredibili in cui gli attori hanno recitato un copione ridicolo e disgustoso». Siamo di fronte, sostiene Fruzzetti, a una «commedia patetica ed insopportabile» mirata a «screditare ad ogni costo il gruppo dirigente dell'Idv». E a questo proposito Fruzzetti «condanna» i firmatari del documento che chiedeva le dimissioni della Vatteroni: si sono messi fuori dal partito, non verranon loro rinnovate le tessere. «Assolvono» l'assessore e accusano Musetti anche Enrica Briganti, presidente della commissione Pari opportunità provinciale, Lara Venè, assessore provinciale alle Pari Opportunità e la consigliera provinciale Gigliana Nicolai: «L'esponente della Destra definisce scandaloso quello che in tutta Europa è ormai diventato una routine. Allattare i propri figli è un diritto riconosciuto a chi lavora e tanto più a chi fa parte di unamministrazione, come quella provinciale, che da anni si propone di promuovere le politiche di genere». E così fanno le assessore del Comune Lina Coppa e Gabriella Gabrielli a nome di tutte le colleghe della giunta Pucci: «Sono polemiche inutili, tipiche della destra, diamo un attestato di massima solidarietà all'assessore provinciale. Se la maternità è un valore e non soltanto a parole, la Vatteroni ha fatto quello che tutte le donne ecercano di fare ogni giorno: conciliare il lavoro con la maternità». Da destra, però si alzano ancora voci polemiche: «È inutile che l'assessore sostenga che è suo diritto allattare il figlio, comodamente seduta sull'auto blu, e che il mio è solo un attacco di puro maschilismo. L'auto di servizio non si può usare per fini privati e non può certamente trasportare persone estranee al ruolo istituzionale. O la Vatteroni si dimette, o manifesteremo con le mamme sotto la Provincia, cercando di spiegargli che i diritti devono essere uguali per tutti. O tutte le mamme hanno l'autoblu con autista oppure non l'abbia nessuno, lei compresa», attacca Gianni Musetti di Gioventù Italiana. E Stefano Benedetti, consigliere comunale del Pdl, ci aggiunge del suo: «Per la legge, il comportamento della Vatteroni ha un solo nome, peculato. E se il presidente della Provincia non lo denuncia, rischia di incorrere in una grave omissione». C.F.
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