La manifestazione
Fiumi e fossi, al via il progetto
Giulia Stefanini
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RUSPE. Lavori alla foce del fosso Poveromo Studio pronto, ma per i lavori servono 3 milioni
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MASSA. Il Comune ora ha uno strumento in più per contenere il rischio di esondazione o ristagno delle acque: si tratta dello studio idrogeologico del tratto compreso tra l'Aurelia e il mare. Approvato dalla giunta, è stato inserito nel piano strutturale. Il progetto è costato 50mila euro e, come si legge in delibera, «fotografa in maniera dettagliata e puntuale le zone a maggior rischio idraulico, al fine di mitigare i fenomeni di ristagno e di esondazione, e migliorare la qualità dei corsi d'acqua e del mare». Otto mesi di lavoro e un team che conta su tecnici comunali (l'architetto Fabio Zoppi, l'ingegner Roberto Grieco e il geologo Simone Fialdini) e ingegneri esterni all'amministrazione (Carlo Milani, Roberto Della Pina e Simone Tonarelli). Ora sulla base dello studio verranno definiti gli interventi per una spesa complessiva di 3,7 milioni di euro. «Se prima si procedeva a spot (intervento immediato dove si verifica un problema), adesso ci si affida ad uno studio organico effettuato su base scientifica e tecnica», sottolinea l'assessore all'ambiente del comune di Massa Andrea Ofretti nel corso di una conferenza stampa di presentazione del progetto. Lo studio, come spiega ancora lo stesso assessore Ofretti, mira a «definire il reale stato dei corsi d'acqua censiti o in catasto e che abbiano rilevanza idrografica, individuare le tombature esistenti, individuare le condizioni di manutenzione e le criticità dei vari tratti costituenti il reticolo e fornire le indicazioni complessive per il riassetto e il ripristino del reticolo. E ancora: censire gli scarichi di acque reflue, valutare l'efficienza delle idrovore». Ecco il costo degli interventi che verranno realizzati, in base allo studio: bacino del canale Lavello, cataletto del Candia, Bozzone e Calatela (250mila euro); Bacino del Calatela a mare (70mila euro); bacino del Brugiano (300mila euro); bacino del Magliano e Poveromo (800mila euro); potenziamento idrovora del Magliano (1,6 milioni); sistemazione definitiva del Fosso Loghi, Fosso di via Pradaccio e di via Volpina (6mila euro); bacino del Canalmagro e del fosso del sale (100mila). Insomma, «lo studio c'è, adesso occorre reperire le risorse», chiarisce Ofretti che ha intenzione di avviare collaborazioni con la Provincia o la comunità Montana, per attivare bandi o partecipare a progetti comunitari. Da sottolineare che lo studio è stato commissionato prima degli eventi calamitosi che hanno colpito la montagna nel novembre scorso. Adesso l'amministrazione può contare su due strumenti di salvaguardia del territorio, indirizzati uno al mare e uno ai monti. Dall'assessore anche un appello al senso civico. Ofretti invita i cittadini a collaborare per tenere puliti fossi e canali, viste le decine di segnalazioni che ogni giorno giungono agli uffici comunali. In questi giorni, sono partiti i controlli sul territorio che hanno accertato problemi su tombature, restringimenti, recinzioni e opere che impediscono la manutenzione dei fossi o li ostruiscono rendendo difficile il deflusso delle acque. Sono, infatti, state inviate 150 diffide ai proprietari dei terreni perché demoliscano le opere non autorizzate o presentino gli atti autorizzativi. In caso di mancato adempimento, sono previste sanzioni che possono arrivare a 250 euro.
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