Sicurezza
Decathlon, i tempi si accorciano
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IL PUNTO VENDITA. Il negozio della catena di sport a Livorno Una legge della Regione facilita l'accordo: in gioco 80 posti di lavoro
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MASSA. La questione è parecchio tecnica perchè in campo ci sono complesse normative, pianificazione urbanistica, autorizzazioni regionali. Ma tutto può essere condensato in un concetto immediato: l'arrivo di Decathlon è sempre più vicino. Tradotto: rilancio economico e posti di lavoro. Forse 80? «Può essere», ammette Martina Nardi. Che la catena di articoli sportivi abbia puntato gli occhi su un'area - nel triangolo tra le vie Aurelia, Catagnina e Tinelli - è cosa nota. Posizione ottima per la grande distribuzione: facilmente raggiungibile dal casello autostradale e lungo vie ampie. E non a caso qualcuno - per conto di Decathlon - avrebbe fatto più volte un salto in quel di Massa per dare un'occhiata di persona. Del resto l'amministrazione è pronta ad accogliere la catena a braccia aperte: in piena crisi occupazionale - sottolinea il vicesindaco Martina Nardi - sarebbe una bella boccata d'ossigeno. Anche se, nonostante la buona volontà, rimangono due nodi da sciogliere. Nodi che adesso, però, potrebbero avviarsi a soluzione. Le autorizzazioni da Firenze. Quella di Decathlon è una partita in mano alla Regione. Il via libero alla media e grande distribuzione, infatti, può arrivare soltanto da Firenze con le cosiddette Svag. Autorizzazioni all'insediamento che non scattano in automatico, di fronte ad una richiesta di privati, ma che la Regione concede in relazione agli spazi disponibili e all'impatto sul territorio. Adesso, ad esempio, le Svag sono bloccate in tutte le province. Ma le grandi catene si stanno muovendo su più fronti, sanno che siamo al conto alla rovescia: nel 2012 Firenze riaprirà le Svag. Le aree non saranno scelte casualmente, nè è detto che le autorizzazioni arrivino in tutte le Province. Massa, però, può essere ottimista. La vicesindaco lo lascia intuire: «La Regione valuterà il dimensionamento e certo noi non abbiamo colossi della grande distribuzione, come altre zone». Tradotto: non abbiamo Ikea, non abbiamo Leroy Merlin, non abbiamo Decathlon, possibile, quindi, che Firenze ci metta in prima fila. E probabilmente è proprio questa consapevolezza a spingere le grandi catene a puntare gli occhi su di noi. La strada più veloce. Ma esiste un secondo elemento che fa ben sperare. Anche questo arriva dalla Regione e si chiama legge 39. Un provvedimento recente, data infatti 25 agosto, con cui, per insediamenti produttivi importanti e con impatto occupazionale sul territorio, si autorizza l'accordo di programma. In base alla delibera del consiglio comunale che mette fine al contenzioso con Provincia e Regione, deve essere ripubblicata la parte del piano strutturale in cui si prevedono insediamenti della grande distribuzione (purchè non alimentari). Servirà qualche mese, ma a rendere tutto più snello ora potrebbe esserci proprio l'accordo di programma. Regione e Comune a tavolino per non farsi scappare un insediamento importante. Tanto che a Martina Nardi sfugge: «Se c'è quella possibilità, perchè no?». Insomma, se si può correre, corriamo sfruttando gli spazi concessi da Firenze. In gioco ci sono (80?) posti di lavoro. C.S.
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