Proteste
Auto blu e baby sitter, bufera sull'assessore
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AUTO BLU. La foto che ha fatto esplodere il casoL'Italia dei Valori difende la sua amministratrice. Ma non in modo compatto: la fronda interna chiede addirittura le sue dimissioni
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MASSA. Caso chiuso quello dell'assessore che viaggia in auto blu con baby sitter e bambina piccola? Neanche per idea. A qualche giorno di distanza, esplode una durissima polemica. Dentro e fuori l'Idv (il partito a cui appartiene Sara Vatteroni, l'assessore in questione). L'Italia dei Valori difende la sua amministratrice. Ma non in modo compatto: la fronda interna chiede addirittura le sue dimissioni.
La vicenda nasce da alcune foto scattate da un anomimo e fatte girare via e-mail e su Facebook in cui si vede una giovane donna (la baby sitter) con in braccio un bebè (la figlioletta di 2 mesi dell'assessore) che scende dalla Audi blu della Provincia. La Vatteroni ammette subito e spiega: sì, quando sono in missione vado con bebè e baby sitter, è l'unico modo per poter svolgere il mio ruolo di assessore e di allattare la piccola. Non è un privilegio».
Ma Gianni Musetti, consigliere comunale della Destra di Carrara, insiste: «Forse l'assessore non sa che sulle auto blu possono salire soltanto le persone autorizzate. E che il suo comportamento mette in seria difficoltà tutti, anche la compagnia assicurativa della Provincia». E poi: «Ricordi che non tutte le donne italiane godono del suo privilegio di avere un asilo aziendale mobile. Mentre il suo partito affigge manifesti contro la casta, lei non perde occasione di mostrare al pubblico quanto è bello e comodo fare l'assessore».
Violenta la replica del coordinamento provinciale delle donne Idv: le accuse di «uso privato della cosa pubblica mosse dal consigliere Musetti sono farneticanti», esordiscono, sostenendo che siamo di fronte a «un evidente tentativo di screditare un'avversaria politica, con l'aggravante di mentire. Del resto cosa aspettarsi dall'esponente di Gioventù Italiana? Musetti dimostra la stessa apertura mentale di un talebano, la sua è una sottocultura maschilista. Musetti è noto per avere più volte palesato disprezzo verso i diversi, gay, rom, immigrati. E anche le donne. Quelle che osano rivendicare modelli diversi da quelli stereotipati che piacciono tanto al suo partito». E ce n'è anche per chi ha scattato quelle foto: «Quei fornitori di falsi scoop, appollaiati sui loggiati di Palazzo Ducale ricordano molto Corona...».
Ma non è finita. C'è chi chiede le dimissioni della Vatteroni. E la richiesta arriva direttamente dall'interno del suo partito. «Mentre siamo tutti chiamati a "stringere la cinghia", non fa davvero piacere scoprire che l'assessore provinciale dell'Italia dei Valori usi l'auto blu per trasporti di terzi a fini personali. E rimaniamo stupiti del fatto che in Provincia, nessuno si sia chiesto se questa prassi sia in linea con i dettati normativi e assicurativi.
La Vatteroni con ingenua nonchalance vorrebbe far passare questo modus operandi come un diritto delle donne in maternità, quando è palese che così non è. Di queste "pseudo-esperte di politiche di genere" possiamo fare a meno, questo abuso di privilegio, invece, evidenzia la disparità con le altre donne che non sono della casta e devono barcamenarsi quotidianamente tra mille difficoltà con i propri figli», scrive Emanuela Ferrari del coordinamento provinciale dell'Idv. Con lei sottoscrivono l'attacco Severino Meloni, Patrizia Fazzi, Egidio Verona e altri sette iscritti all'Idv. Che chiudono: «Vogliamo abolire le Province e quindi anche assessori come la Vatteroni, perchè il buon esempio deve partire da noi del partito, non basta la propaganda».
Claudio Figaia
La vicenda nasce da alcune foto scattate da un anomimo e fatte girare via e-mail e su Facebook in cui si vede una giovane donna (la baby sitter) con in braccio un bebè (la figlioletta di 2 mesi dell'assessore) che scende dalla Audi blu della Provincia. La Vatteroni ammette subito e spiega: sì, quando sono in missione vado con bebè e baby sitter, è l'unico modo per poter svolgere il mio ruolo di assessore e di allattare la piccola. Non è un privilegio».
Ma Gianni Musetti, consigliere comunale della Destra di Carrara, insiste: «Forse l'assessore non sa che sulle auto blu possono salire soltanto le persone autorizzate. E che il suo comportamento mette in seria difficoltà tutti, anche la compagnia assicurativa della Provincia». E poi: «Ricordi che non tutte le donne italiane godono del suo privilegio di avere un asilo aziendale mobile. Mentre il suo partito affigge manifesti contro la casta, lei non perde occasione di mostrare al pubblico quanto è bello e comodo fare l'assessore».
Violenta la replica del coordinamento provinciale delle donne Idv: le accuse di «uso privato della cosa pubblica mosse dal consigliere Musetti sono farneticanti», esordiscono, sostenendo che siamo di fronte a «un evidente tentativo di screditare un'avversaria politica, con l'aggravante di mentire. Del resto cosa aspettarsi dall'esponente di Gioventù Italiana? Musetti dimostra la stessa apertura mentale di un talebano, la sua è una sottocultura maschilista. Musetti è noto per avere più volte palesato disprezzo verso i diversi, gay, rom, immigrati. E anche le donne. Quelle che osano rivendicare modelli diversi da quelli stereotipati che piacciono tanto al suo partito». E ce n'è anche per chi ha scattato quelle foto: «Quei fornitori di falsi scoop, appollaiati sui loggiati di Palazzo Ducale ricordano molto Corona...».
Ma non è finita. C'è chi chiede le dimissioni della Vatteroni. E la richiesta arriva direttamente dall'interno del suo partito. «Mentre siamo tutti chiamati a "stringere la cinghia", non fa davvero piacere scoprire che l'assessore provinciale dell'Italia dei Valori usi l'auto blu per trasporti di terzi a fini personali. E rimaniamo stupiti del fatto che in Provincia, nessuno si sia chiesto se questa prassi sia in linea con i dettati normativi e assicurativi.
La Vatteroni con ingenua nonchalance vorrebbe far passare questo modus operandi come un diritto delle donne in maternità, quando è palese che così non è. Di queste "pseudo-esperte di politiche di genere" possiamo fare a meno, questo abuso di privilegio, invece, evidenzia la disparità con le altre donne che non sono della casta e devono barcamenarsi quotidianamente tra mille difficoltà con i propri figli», scrive Emanuela Ferrari del coordinamento provinciale dell'Idv. Con lei sottoscrivono l'attacco Severino Meloni, Patrizia Fazzi, Egidio Verona e altri sette iscritti all'Idv. Che chiudono: «Vogliamo abolire le Province e quindi anche assessori come la Vatteroni, perchè il buon esempio deve partire da noi del partito, non basta la propaganda».
Claudio Figaia
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