Sicurezza
Dal 7 novembre via alle nuove trasmissioni in Lunigiana. Ma i ripetitori non sono ancora pronti allo switch-off
Tv digitale, salasso per le famiglie
Gabriele Dini
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Una famiglia davanti alla tv Sopra, Andrea Lazzoni di Antenna 3Decoder e televisori costano cari: e il rischio black-out resta altissimo
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AULLA. Un vero e proprio salasso per le famiglie. E poi il rischio che per mesi la tv sparisca dalle case di migliaia di cittadini lunigianesi. Si avvicina la data dello switch-off, il giorno in cui le trasmissioni tv passeranno sul digitale terrestre. La Lunigiana il 7 novembre farà da apripista (e da cavia) per tutta la Regione. Ma niente è pronto, e l'unica certezza è il caos. O meglio, il buio totale. La data è una di quelle da segnare sul calendario. Dal 7 novembre prossimo il segnale tv in Lunigiana sarà trasmesso solo tramite il digitale terrestre. I vecchi apparecchi tv non funzioneranno più a meno che non ci attrezzi con un decoder. L'alternativa è comprare un apparecchio già abilitato per la ricezione. Ma attrezzarsi non basta: i ripetitori quasi sicuramente non potranno essere pronti per trasmettere il segnale, soprattutto nei comuni di montagna. Il salasso. Tutte le famiglie dovranno fornirsi di sistemi per vedere il digitale terrestre. Tutti i modelli più recenti di tv in vendita (che siano lcd, led o plasma) hanno già l'abilitazione per la ricezione del digitale (è stata resa obbligatoria a partire dal 2009). In alcuni casi serve anche comprare una Cam e una scheda da integrare alla tv che permetta di accedere a canali e altri servizi a pagamento (i canali gratuiti sono ricevibili con la semplice tv digitale). Le Cam e le schede costano pochi euro. Le tv dipendono dal modello e dalle dimensioni. Il vero "salasso" è per chi deve acquistare i decoder. Per ogni tv vecchio tipo servirà infatti un apposito decoder (quinbdi tre tv in casa, tre decoder da comprare). I più semplici costano sui 30 euro. Ma quelli per i servizi internet e la tv interattiva possono arrivare fino a 150 euro. Il rischio black-out. Nonostante tutte le tecnologie che ci si può mettere in casa, il rischio black-out televisivo, come già segnalato da numerosi sindaci e dal presidente della Regione Enrico Rossi, esiste sempre. Molti Comuni saranno costretti a installare a loro spese nuovi ripetitori per ricevere il segnale. Ma finora non si è andati molto avanti a questo riguardo. Se il digitale terrestre partisse domani tutti i cittadini della Lunigiana resterebbero senza possibilità di vedere la tv. Ma il traguardo di avere i nuovi ripetitori in funzione il 7 novembre è ancora lonytano. Le preoccupazioni sono quindi molto grandi, soprattutto nei comuni più piccoli come, per esempio, Zeri e Comano. I ripetitori installati a carico dei comuni negli scorsi anni andranno risistemati, con spese dell'ordine di 3000 euro a canale. Per esempio la Rai non interviene per i Comuni sotto i mille utenti. Un'assurdità, visto che tutti sono costretti a pagare il canone e non dovrebbero esistere abbonati di serie B. Un esempio per tutti viene dall'Emilia-Romagna, prima regione ad attivare il digitale terrestre: in molte zone, Parma compresa, da novembre 2010 fino alla primavera non è stato praticamente possibile vedere la tv. L'alternativa satellite. In caso di emergenza l'unica alternativa praticabile è quella del ricorso a un decoder per la ricezione satellitare (cosa diversa da quelli per il digitale) tipo Sky o Tivusat. Anche in questi casi ci sarebbero costi da affrontare: bisognerebbe infatti acquistare una parabola e poi il decoder. Per Sky ci sarebbe poi da pagare i vari abbonamenti, mentre Tivusat trasmette le principali reti tv nazionali (e qualche canale internazionale) gratuitamente. Col ricorso al satellite sarebbe però impossibile vedere le tv locali.
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