La manifestazione
Tagli, nuovo allarme della Cgil
«Nel mirino le dietiste e il centro alcologico»
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MASSA-CARRARA. «Come era facile prevedere, prevenzione e territorio, nella riorganizzazione della nostra Asl, corrono seriamente il rischio di pagare la disattenzione diffusa su questi temi con un indebolimento dei loro servizi che sono quelli su cui più si dovrebbe investire per ottenere risultati migliori non solo di bilancio ma anche di salute»: lo sottolinea il dipartimento socio-sanitario Cgil (Cgil Confederale, Spi, Fp), che si chiede: «Si può risparmiare in sanità dando un buon servizio ai cittadini e lavorando su una maggiore appropriatezza? Si potrebbe, ma non si fa. Se un diabetico, un cardiopatico, un paziente operato all'apparato digerente, un anziano con problemi articolari o un malato oncologico secondo un medico hanno bisogno di qualcuno che dia loro un aiuto per dimagrire, alimentarsi correttamente o riabituarsi al cibo, è bene per lui e per le casse dell'Asl godere della consulenza specialistica di una dietista laureata oppure delle indicazioni di un medico specialista, magari cultore nella materia, ma certamente assunto e meglio pagato per svolgere altre mansioni?». «Eppure - prosegue la nota della Cgil - la nostra Asl, che aveva un noto ed apprezzato servizio di dietiste, sta utilizzando medici specialisti non solo per preparare diete per i loro pazienti, ma anche per fare educazione alimentare e counseling nutrizionale. Le dietiste nel piano sanitario regionale sono considerate strategiche sia per studiare ed attuare in squadra con medici, infermieri e specialisti i percorsi di assistenza per i malati cronici o nutriti artificialmente, sia per prevenire l'obesità; da noi invece si preferisce rinunciare alla loro competenza per pagare (di più) altre figure che facciano il loro lavoro». E si aggiunge: «Il nostro centro alcologico, invece, ha dimostrato dati alla mano che coinvolgendo familiari ed utenti e puntando sul lavoro di gruppo e sull'auto-aiuto per correggere gli stili di vita e mantenere nel tempo comportamenti più corretti si sono ridotti in misura consistente i ricoveri ospedalieri sia per alcolismo acuto che per malattie alcol-correlate. Con un paio di infermieri, un medico e il contributo di vivaci associazioni si è messo in piedi, nel tempo, un servizio che tutta la comunità provinciale conosce ed apprezza. Ma quando un altro importante servizio territoriale come il Sert si trova in difficoltà per carenza di personale, sembra scontato andare a indebolire il centro alcologico anziché cercarlo altrove. Si stanno davvero facendo gli interessi del cittadino contribuente o si preferisce colpire laddove le lobbies resistono meno o sono meno potenti? Certo, la gravità della situazione esige la responsabilità di tutti. Ma non si possono non denunciare le scelte che rovinano quel che c'è di buono e contemporaneamente mantengono sprechi e privilegi», conclude la Cgil.
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