Sicurezza
«Solo una slogatura», ma il piede era rotto
La disavventura di una turista: non potranno più curarmi
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MASSA. Era la settimana di FErragosto quando Clara, una turista piemontese in vacanza sulla riviera apuana insieme alla famiglia, è inciampata mentre camminava su un marciapide di Marina. Nessuna rimostranza conbtro il Comune, per carità: «Mi sono distratta e ho messo un piede in malo modo», dice. La caviglia e il piede sinistro si gonfiano come un melone e così la signora è costretta ad andare al pronto soccorso dell'ospedale di Massa. «Ho spattato le mie belle quattro ore prima che mi visitassero». Medico e infermiere vedono il gonfiore e la mandano subito in sala raggi, «sospetta frattura». I raggi invece danno l'esito opposto: «Non lesioni ossee traumatiche recenti ai segmenti esaminati», recita il referto. L'ortopedico le consiglia di metterci del ghiaccio sopra per qualche giorno e di stare ferma il più possibile. Prima di congedarla la fanno passare a pagare il ticket: «Cinquanta euro, quasi fosse una visita fatta da un luminare», si arrabbia la turista piemontese. Fatto sta che passano i giorni ma il piede non solo non si sgonfia, ma continua a fare male. «Non riuscivo a muovermi», si accalora. Decide di andare nell'ambulatorio di Marina di Massa, ma scopre che anche lì dovrebbe pagare quindici euro di ticket. «Me ne sono andata indignata, rimandando ogni accertamento a Torino». E aggiunge: «Finiscono le dannate ferie torno a casa, vado dal mio medico mi fa richiesta per andare da un ortopedico». Risultato? Il medico la guarda e sceglie di far rifare i raggi perché la lastra è poco chiara. E qui la sorpresa: «Mentre mi esaminava il radiologo scuoteva la testa e diceva ci credo che le faccia male». Poi mette la lastra sulla bacheca a neon ed esclama contrariato: «Qui c'è una rottura signora, ma dopo più di un mese non si può più fare niente. Si è calcificata e se la deve tenere così». L'ortopedico torinese le ha messo una fasciatura e ha ordinato a Clara di stare a letto per otto giorni. «Ora io chiedo - scrive la turista - cosa dovrei fare? Perché io mi sento molto presa in giro da questi medici e poi i 50 euro che mi hanno preso mi sanno tanto di una beffa colossale. Capisco pagare per essere curati, ma almeno ci curassero per davvero». La signora ovviamente si firma ed è pronta a ripetere filo per segno la sua disavventura.
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